Un percorso di emozioni, dove i pensieri sono visibili attraverso una quindicina di disegni e sculture, realizzate con tecnica mista. Si è aperta oggi con un vernissage a Futuro Anteriore Spazio Tempo , «Vedere le città invisibili», la personale di Isabella Angelantoni Geiger su «Le città invisibili» di Italo Calvino.Con i suoi lavori l’artista vuole raccontare delle storie e trasformare in immagini le sensazioni suscitate dalla lettura di Calvino. Le sue linee sono pensieri. Sono una rappresentazione reale di entità astratte. Sono l’essenza di immagini e modelli. Sono la riduzione ai minimi termini di illusioni e sogni, speranze e desideri, ma anche di paure e tormenti, di dolori, di manie. Sono linee che fanno
da filo conduttore; sono tracce da seguire per ricucire insieme brandelli di vitangià vissuta e di vita che ci attende. «Questo plasmare con le dita mi porta a realizzare delle gabbie – racconta Isabella Angelantoni Geiger – sono le gabbie in cui viviamo, gabbie mentali. Un insieme di nodi da sciogliere e fili persi da ritrovare oppure legami da cucire o, in alcuni casi, da ricucire».Isabella Angelantoni Geiger collabora con prestigiosi studi di architettura di Milano ed è una profonda conoscitrice degli aspetti legati alle grandi trasformazioni territoriali e alla riqualificazione urbana. Le opere dell’artista saranno in esposizione a dal 26 al 31 marzo a Futuro Anteriore Spazio Tempo in via Speri della Chiesa.













