Vendevano droga prima delle lezioni

La questura smantella un’attività di spaccio ai giovanissimi nella zona tra le vie Morosini e Como. In arresto un diciottenne italiano, recuperate dosi di marijuana: erano pronte per la vendita agli studenti

– Droghe leggere vendute a ragazzini giovanissimi, in pieno centro Varese. Martedì 9 febbraio è stato arrestato uno spacciatore italiano di 18 anni nel comparto pedonale che si trova tra via Morosini e via Como. Il giovane vendeva marijuana a studenti delle scuole superiori. L’arresto è avvenuto prima delle 8 del mattino, quindi prima dell’inizio delle lezioni, nel corso di una operazione effettuata dalla sezione antidroga della squadra mobile della questura di Varese, dopo un monitoraggio effettuato nella zona. La squadra mobile da subito ha notato degli strani movimenti e la presenza di individui che tutto sembravano fuorché studenti.

In particolare, uno di questi è stato avvicinato da una giovane studentessa, poi risultata minorenne, e le ha ceduto dietro pagamento una dose di marijuana. Comprovata dunque la condotta illecita, gli agenti della squadra mobile sono intervenuti per porre immediatamente fine all’attività del giovane spacciatore, procedendo all’arresto in flagranza per spaccio di sostanze stupefacenti. Dal successivo controllo sono state sequestrate una decina di dosi di marjuana che il giovane aveva occultato in un anfratto lì vicino. L’attività ha inoltre permesso di denunciare, per la cessione di sostanze stupefacenti a giovani studenti, anche un secondo soggetto di 48 anni, italiano, pluripregiudicato, giunto sul posto in compagnia dell’arrestato, trovato in possesso di un quantitativo di marijuana certamente non compatibile con l’uso personale. «Siamo in ostaggio dei ragazzini» affermano i negozianti della zona. Studenti anche giovanissimi (probabilmente dei primi anni delle superiori, ma non si esclude neppure che ci sia qualche alunno delle medie) utilizzano la zona cosiddetta «del firmamento» per bivaccare e fumare.

Dopo la scuola si sdraiano per terra davanti alle vetrine, e se i negozianti chiedono la cortesia di spostarsi, questi rispondono con parolacce e insulti. Sputano sulle vetrine dei negozi, e usano le fioriere come bidoni della spazzatura, addirittura sollevano i pinetti piantati nelle fioriere per nascondere cose non meglio precisate sotto le radici. Dopo le 18, in estate, la strada si trasforma in un campo per giocare a pallone e a piedi non si riesce più a passare. I ragazzi dell’aula studio Forzinetti più volte sono stati allarmati da urla, perché capita spesso che nel comparto volino pugni e succedano risse. Per terra si trovano anche strumenti usati per fare piercing. L’aula studio sta aperta spesso fino a tardi, ma le studentesse si fermano solo

se qualcuno le accompagna alla macchina. A tornare da sole non si fidano. «Stiamo parlando di una situazione che purtroppo va avanti da tempo. Come aula studio Forzinetti abbiamo sempre denunciato ciò che accade qui intorno all’Informagiovani e alle autorità competenti». «Abbiamo chiesto più controlli, ma pare che più di tanto non si possa fare – dice , presidente dell’associazione Asvp – Via Como e le vie limitrofe sono scarsamente illuminate nonostante le numerose scuole. È una situazione paradossale che un posto così popolato da studenti sia così lasciato a se stesso». Una volta il comparto pedonale tra via Morosini e via Como veniva chiuso alla sera, ma i cancelli adesso sono rotti. Di fatto, la zona sta diventando sempre di più una terra di nessuno.

Ovunque ci sono bottiglie di birra vuote, cartacce, cartine, sigarette, fioriere rotte, graffiti (di cui uno raffigurante una foglia di marjuana). Anche in pieno giorno è possibile incontrare ragazzini che fumano erba. La situazione continua anche in via Como, davanti alla Mazzini, dove non è raro trovare assembramenti di giovani co n la musica ad alto volume che bevono e schiamazzano. «Una volta era anche peggio – dice una negoziante di quel comparto – Quando i garage non erano chiusi con una inferriata c’era un via vai continuo». «Adesso almeno quel fenomeno è diminuito. Ma qui se ne vedono delle belle. Mi ha fatto piacere la visita che mi ha fatto la polizia di quartiere la settimana scorsa: mi hanno lasciato i loro recapiti in modo da chiamarli subito se noto qualche cosa di strano. Il problema è che qui ragazzini fanno paura e tante volte si sceglie di chiudere un occhio per paura di ritorsioni».