VARESE Dopo l’ottica Carcano, nel mirino dei ladri, è finita la Libreria del Corso. Nella notte tra mercoledì e giovedì, ignoti sono riusciti a introdursi nel negozio. In prossimità della porta d’ingresso che dà su corso Matteotti, hanno tagliato, o spaccato, la vetrina antisfondamento. Una volta all’interno del locale, hanno preso d’assalto le casse. Non riuscendo ad aprirle, hanno esportato i cassetti in cui erano contenuti 500 euro in totale. Poi sono usciti, lasciando dietro di loro la lastra di vetro, che si presume sia caduta al suolo come una ghigliottina. Probabilmente i ladri erano più di uno.
Questo stando alla ricostruzione perché molti aspetti rimangono da chiarire. Primo fra tutti l’ora in cui è avvenuto il colpo. La polizia, infatti, ha contattato il titolare del negozio alle 6 del mattino, ma quasi sicuramente i ladri hanno agito nel cuore della notte. Resta poi da capire come mai questi malviventi scelgano di setacciare proprio il centro storico, dove passano regolarmente pattuglie a controllare, dove i giovani si raccolgono fino a tarda ora, dove ci sono telecamere funzionanti (come conferma la polizia locale) rivolte verso piazza Podestà e l’Arco Mera. Non ultimo, rimane da chiedersi se ci sia un’unica mano dietro i tre furti che, nell’arco di 17 giorni, hanno interessato l’ottica Carcano (l’ultimo nella notte tra lunedì e martedì) e la libreria.
Intanto, tra i commercianti delle vie del centro, sale la tensione. «Mancano le illuminazioni e sono pochi i residenti. Non è più come quando i negozianti abitavano sopra le loro botteghe» dicono. «Sono curioso di sapere cosa ne pensano le istituzioni dei furti che si stanno verificando» dice Fulvio Canevari del Caffè Biffi. «È demoralizzante andare avanti così» aggiunge Manuela Canavesi della Fabbrica della Pizza. «Servono più controlli».
E c’è anche chi afferma di aver visto personaggi poco raccomandabili girare per le vie del centro. «C’è gente che si ferma, guarda. Non mancano gli zingari e gli accattoni» confermano dalla profumeria La Gardenia. Roberta Ortolano di Swatch conclude: «La paura più grande è per Ferragosto, quando in giro non ci sarà nessuno».
Adriana Morlacchi
s.bartolini
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