Via ai lavori al Castello di Belforte. «Garantire la sicurezza dell’area»

Lunedì inizieranno le operazioni nello storico edificio di Varese

Nella giornata di lunedì il Comune di Varese inizierà un lavoro di sfoltimento della vegetazione a ridosso del Castello di Belforte, a partire dal lato che guarda sul viale per continuare lungo tutto il perimetro dell’edificio. «Non si tratta per ora di un sopralluogo – spiega l’assessore all’urbanistica – Interverremo sulle piante infestanti che attualmente coprono tutto il muro del castello e che incombono sulla strada. Secondariamente le ragioni del nostro intervento sono mirate a capire lo stato di conservazione dello storico stabile». Gli ultimi lavori al Castello da parte del Comune risalgono a dieci anni fa: nel 2006, a seguito di un

ingente crollo di una parte dell’ala secentesca, dove si trova un antico colonnato, con la supervisione della Sovrintendenza dei Beni Culturali era stato operato un rifacimento del tetto ed un complessivo lavoro di messa in sicurezza che avevano evitato ulteriori crolli da quella posizione. Sotto all’intonaco di un muro divisorio, rimasto incredibilmente nascosto per secoli, era stato poi ritrovato un affresco di pregio raffigurante la Madonna fra San Rocco e San Sebastiano, di epoca quattrocentesca: presentato dalla restauratrice Valeria Valli nell’aprile 2015 durante un convegno intorno al Castello di Belforte come un autentico gioiello pittorico dimenticato, il dipinto è quindi attualmente tornato nel dimenticatoio.

Il Castello di Belforte non è completamente di proprietà del Comune di Varese, che comunque progressivamente negli anni ha recuperato varie porzioni da privati. Quella comunale è la porzione centrale, così come il muro di sostegno sul viale. Un quinto del rudere rimane di proprietà di un privato di Genova, un erede della famiglia Tenconi, che ha stabilito un prezzo di compravendita giudicato troppo oneroso dal Comune. Da dieci anni a questa parte non è più stato fatto alcun intervento di restauro dell’immobile a parte la manutenzione più urgente, finalizzata a conservare il bene. «La parte comunale – continua Civati – non è in una condizione così grave come si possa pensare: il fatto che sia stato rifatto recentemente il tetto garantisce sulla sicurezza». Il crollo di un muro avvenuto nel dicembre scorso sulla adiacente casa di Valeria Caccia, la sorella minore della novantatreenne Mariuccia, recentemente scomparsa, sarebbe relativo ad una parte non comunale. «Questo non significa che non si debba comunque intervenire – ammette l’assessore – perché il Castello non solo è un bene di un’enorme rilevanza storica e culturale, ma l’incolumità delle persone che abitano accanto viene prima di tutto». Per cui, dopo aver valutato le condizioni dello storico edificio, il Comune potrebbe intimare al privato di fare i lavori per la messa in sicurezza della sua ala. Per quanto riguarda la destinazione futura, Civati non si sbilancia: «La scarsità delle risorse e gli ingenti interventi che sarebbero necessari per dare nuova vita al Castello parlano di un recupero non semplice». Anche se, con un personaggio del calibro di Cecchi alla cultura, si può ben sperare in un occhio di riguardo da parte della nuova amministrazione per quel luogo strategico dove, come recitano alcuni atti del XII secolo, soggiornò il Barbarossa.