Via l’anello della zia: «Per lei era un ricordo. Il furto nella notte…»

Denuncia contro ignoti per l’episodio al Molina. Il nipote: «È un luogo prezioso, deve essere sicuro», Ermolli: «Dispiaciuti, c’è anche la sorveglianza»

– Furto di un anello prezioso a una anziana paziente del Molina. Il Lupin avrebbe messo a segno il colpo nella notte a cavallo tra il 26 e il 27 gennaio scorso. La donna era ricoverata in una camera singola al terzo piano del padiglione Perelli.
Si tratterebbe di un anello con brillanti, caro e unico ricordo del marito, che l’anziana portava al dito, trattenuto da una fedina molto stretta che ne avrebbe dovuto impedire la perdita.

«Il furto è avvenuto durante la notte, in uno spazio temporale molto ben definito – spiega il nipote, – in una camera singola dove mia zia, che guarda caso quella notte è sprofondata in un sonno pesante, contrariamente alle altre notti che non riusciva quasi a prendere sonno, soggiornava abitualmente e da cui non poteva uscire da alcuni giorni per una influenza persistente».
L’amministratore di sostegno della donna ha presentato denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica di Varese. Il signor Carabelli riconosce la preziosa utilità della presenza della Fondazione Molina sul nostro territorio.
«Costituisce un valore per la nostra città e dovrebbe essere un rifugio sicuro per i nostri cari anziani che spesso siamo costretti ad affidare a tali istituzioni per le precarie condizioni di salute in cui versano e per l’incapacità da parte nostra di gestire al meglio criticità nell’assistenza sanitaria».
Detto ciò, però, il nipote si dice rammaricato di non aver potuto rassicurare la zia rispetto al fatto che il furto sarebbe stato reso noto con la dovuta attenzione.

«Purtroppo è deceduta il 13 febbraio scorso. Mi rimane il ricordo della sua dignità, lucidità, il profondo dolore e la grande amarezza che l’hanno accompagnata nel constatare che gli “ignoti” a cui è stata affidata la sua sicurezza quella notte l‘hanno così tradita e violata, permettendo che gli venisse sottratto, a lei ormai cieca da qualche anno, l’unico legame e ricordo tangibile del marito. Ora,

la cosa importante è che si provveda affinché situazioni analoghe non si ripetano». Il presidente uscente della Fondazione, , spiega che anche il Molina purtroppo può essere preso di mira dai ladri. «Da noi funziona come all’interno degli ospedali, quotidianamente girano tante persone con la differenza che nella nostra struttura le visite sono possibili per tutto l’arco della giornata e abbiamo circa 500 pazienti in carico».

Come accade negli ospedali, anche all’interno della struttura di viale Borri la direzione raccomanda regolarmente al personale e ai pazienti di non portare con se preziosi e oggetti di valore.
«Diciamo che è più difficile che un episodio del genere si verifichi di notte perché alle ore 22 il cancello e la portineria chiudono. Oltre al personale è presente anche la vigilanza».
«A questo mondo, però, nulla è impossibile. Siamo dispiaciuti per la signora da noi ricoverata e per i suoi familiari».