VARESE Fughe in Croazia e in Ungheria per sistemare i denti: «Varesini attenti, si risparmia ma l’assistenza post intervento non è garantita, e in alcuni studi varesini costa anche meno». Il presidente dell’albo odontoiatri di Varese mette in allerta i sempre più numerosi cittadini che si rivolgono alle cliniche croate e ungheresi per le cure mediche. «Lì costa tutto meno – spiega Dino Azzalin – e gli annunci garantiscono i materiali utilizzati a vita, ma non è poi così conveniente. Innanzitutto non conviene per la salute. Non si tratta di scegliere un prodotto che costa meno, rinunciando a qualche comfort, ma si tratta del proprio corpo e della propria incolumità. È incosciente rischiare in questi casi. E purtroppo assistiamo a sempre più numerosi casi di pazienti che si rivolgono a noi per correggere interventi fatti all’estero o per finirli in corso d’opera. Sono lavori facilmente identificabili per la tipologia di materiali utilizzati e per la differente esecuzione».Sono sempre di più, infatti, i varesini che intraprendono lunghi viaggi all’estero per sistemarsi i denti. Le cliniche offrono il trasporto, con pullman che partono da Milano, e il soggiorno in lussuosi appartamenti in loco. Tutto a spese loro, e solo per fare il preventivo. Poi, se l’intervento è semplice, lo si esegue subito. Partenza dalla stazione Centrale di Milano il sabato mattina, pernottamento a Zagabria, domenica visita ed eventuali interventi e il lunedì si è già di ritorno in patria. Una sfacchinata che però permette di risparmiare oltre il 50% del costo che pratica un dentista italiano. Per una semplice otturazione, per
esempio si spendono solo 30 euro contro i 150 di media in Italia. Fino agli interventi più complessi come gli impianti ossei per cui si spendono dai 900 ai 1200 euro contro i 2000/2500 euro di preventivo in uno studio italiano. Insomma il risparmio è assicurato e, anche se c’è di mezzo un lungo viaggio, è sicuramente più conveniente. Ma attenzione, non è così semplice come sembra. «Innanzitutto l’assistenza post intervento non è garantita – rimarca Azzalin – Quindi quando subentrano dei problemi, che abbiamo riscontrato verificarsi nel medio-lungo termine, non è così semplice per noi porvi rimedio. E il paziente si trova comunque a dover affrontare nuovi costi». La qualità, insomma, si paga. «Io sono del parere che sulla salute non si debba badare al risparmio, ma capisco anche per molte famiglie il dentista sia una spesa davvero importante. In quel caso, però, consiglio di affidarsi al servizio sanitario nazionale o a strutture convenzionate». A Varese, per esempio, ci sono cinque specialisti che offrono servizi «low cost, hight quality». Sono gli specialisti che fanno parte dell’équipe del dottor Giordano Alberto che, a tal proposito, spiega: «Sfruttando le nostre capacità professionali e la velocità con cui eseguiamo gli interventi – spiega il dottore – possiamo permetterci tariffe inferiori». Si guadagna meno sulle singole prestazioni, anche il 50 per cento, ma si aumentano il numero di pazienti. Anche in questo caso la scelta è quella di abbattere i costi non rinunciando, però, alla qualità. E buttando un occhio al contesto generale che è piuttosto critico, soprattutto per le famiglie.Valentina Fumagalli
s.bartolini
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