Viale Milano adesso fa paura: «Una donna da sola non dovrebbe andarci»

Degrado - La fotografia di Maura Aimini, che guida i City Angels, è impietosa: «Evito la zona se non accompagnata»

– Un’area tra le più degradate di Varese. E non è una situazione che è venuta a crearsi di recente, ma un problema di insicurezza diffusa che è aumentato nel corso degli anni, senza che le diverse amministrazioni comunali che si sono succedute siano riuscite a porre un argine. Il comparto di viale Milano e vie limitrofe, che si trova proprio di fronte alle due stazioni, è di fatto la zona più “rischiosa” per i cittadini di Varese. In certi casi, la percezione di insicurezza, come l’insicurezza reale superano addirittura quelle di piazza Repubblica. Del resto, le due zone sono abbastanza vicine e rappresentano quell’area del centro cittadino meno “protetta”. Sbandati, sia italiani che stranieri, ma anche presenza di persone con il chiaro intento di delinquere, come i fatti di cronaca ci ricordano. Il più eclatante? La rapina, da parte di ragazzi sudamericani, armati di machete, avvenuta nei primi mesi del 2015, era partita proprio da viale Milano. E al momento non si vedono soluzioni per mettere in sicurezza la zona, se non con l’aumento dei pattugliamenti delle Forze dell’Ordine. E con l’opera di assistenza e controllo del territorio che portano avanti associazioni come i City Angels, guidati da . E proprio Aimini si ritrova costretta ad ammette che lei stessa non si sente sicura

a camminare da sola per quelle vie. «Purtroppo io stessa difficilmente passo da viale Milano se non sono accompagnata – racconta Aimini – anche perché se molte delle persone che si trovano durante il giorno le conosco, perché sono quelle che si rivolgono a noi o in ogni caso che stazionano abitualmente e quindi ormai conosciamo, la notte si crea una frequentazione diversa». E quindi può essere più pericolosa. «Abbiamo notato che la sera si crea una frequentazione di persone meno tranquille» dice Aimini. Persone che scelgono quel luogo perché, essendo già disagiato durante il giorno, offre evidentemente una sensazione di impunità in chi lo frequenta. Durante il giorno, a fronte di una trentina di clochard che stazionano tra viale Milano e l’area davanti ai supermercati, il gruppetto di sbandati, quasi sempre sotto alterazione di alcol, è composto da cinque o sei elementi fissi. Minori nel numero, ma che rappresentano comunque un grave problema. «La scalinate dei sottopassi chiusi – spiega Aimini – così come l’area dietro via Adamoli, che avevamo ripulito, e dopo una settimana era ancora sporca, ospitano bivacchi notturni. Per porre un freno, occorrerebbero più controlli. Del resto le volanti passano, ma la Polizia stessa ha risorse limitate. Così come noi City Angels, se siamo in un posto, non possiamo essere in un altro».