Violenza su una novantenne Sotto accusa un infermiere

VARESE Una brutta storia di violenza ai danni di un’anziana ospite, che sarebbe avvenuta tra le mura della casa di riposo orgoglio della nostra città, quel Molina che è una garanzia per Varese e i varesini. Una storiaccia dalla quale l’amministrazione della casa ha voluto subito prendere le distanze, licenziando in tronco l’operatore ritenuto responsabile di quanto avvenuto la notte del 16 luglio 2009.

Ma è tutto sub iudice, e per ora nessuna prova è stata portata contro di lui, se non il dossier raccolto dalla stessa amministrazione per giustificarne il licenziamento. Nondimeno, ieri mattina in tribunale a Varese, ne è stato disposto il rinvio a giudizio, con l’accusa di violenza sessuale: gli elementi raccolti, ha deciso il giudice per l’udienza preliminare Cristina Marzagalli su richiesta del pm Massimo Baraldo, sono comunque sufficienti perché si celebri un processo. È stato fissato per il 6 dicembre.

Un storia brutta e incredibile, perché la vittima aveva ai tempi dei fatti ben 90 anni: avrebbe abusato di lei un assistente sanitario appena quarantenne. La vicenda ha molti aspetti ancora da chiarire: perché la donna venne trovata la mattina del 16 luglio 2009 con il volto impiastricciato di rossetto. La donna, sordomuta, ha sostenuto di avere subito violenza da parte di due persone. E l’assistente

era di turno proprio quella notte, con una infermiera donna, che non è stata toccata da alcun provvedimento. «Ma il mio cliente – afferma il difensore, avvocato Maria Poggio – non è stato riconosciuto di persona dalla vittima. Si è solo agitata quando è entrato nella sua stanza, e sulla base di ciò è stato licenziato. Peraltro, non è stato accertato se veramente abbia subito violenza».

e.marletta

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