Vittima di stalking a 15 anni «Paga oppure ti ammazzo»

Lo studente aveva acquistato la droga da un pusher, senza pagarla. E lo spacciatore lo ha tormentato per due anni. Poi la denuncia

– Stalkizzato dal suo pusher per un debito da 300 euro. L’incubo è durato due anni. L’altra sera la persecuzione è finita: lo spacciatore è finito in manette grazie agli agenti della squadra volanti con le accuse di tentata estorsione e atti persecutori. La vicenda è assurda per più di una ragione. La prima: l’età dei protagonisti. La vittima ha infatti 17 anni, mentre il pusher di anni ne ha 20. La vittima è uno studente bene residente a Varese, il pusher

è un giovane albanese. Altra assurdità: l’importo del debito. In tutto poco più di 300 euro accumulati in due anni dal ragazzino. Che quindi ha iniziato a fumare marijuana sistematicamente quando di anni ne aveva 15. La storia, in sintesi è tutta qui. Il minorenne ha acquistato marijuana in quantità considerevoli (costa circa dieci euro al grammo, per accumulare un debito da 300 euro è necessario un buon regime di consumo) senza pagarla. O quanto meno non ne avrebbe pagato una parte.

E da due anni il pusher lo sta perseguitando per ottenere quanto dovuto. Non solo per i soldi, ma anche per una questione di rispetto.
Non riuscendo a farsi pagare da un ragazzino il ventenne avrebbe lanciato un brutto messaggio agli altri “clienti”.
Insomma sarebbe apparso come uno che si poteva fregare e ad altri avrebbe potuto venire in mente di fare altrettanto. La persecuzione è stata costante. Due anni da incubo. Telefonate con insulti e minacce. “Paga o ti ammazzo”, “paga o ti faccio del male”. Ci sono stati i pedinamenti, gli appostamenti sotto casa. Ci sono stati i faccia a faccia con spintona menti e altre “carinerie”. Il ragazzino, però, quei soldi non li aveva.
E certamente non poteva chiedere ai genitori una cifra rilevante senza dover dare delle spiegazioni. Genitori che, va detto, non sapevano niente della situazione.

Ignari che il figlio consumasse marijuana, mai avrebbero immaginato che il ragazzo fosse tenuto in scacco.
Il ragazzino viveva ormai in un perenne stato d’ansia. Aveva cambiato abitudini, frequentazioni. Viveva in costante stato d’allerta. L’altro ieri sera il diciassettenne è uscito di casa e, puntuale, ha trovato il pusher che rivoleva i suoi soldi. Il ragazzino ha detto “va bene, ti pago. Ci rivediamo tra qualche ora. Dammi il tempo di trovarli”.
Ha agito sull’onda della disperazione ma finalmente ha fatto la cosa giusta chiamando la polizia di Stato. Gli agenti della quadra volanti della questura di Varese hanno organizzato una consegna controllata del pagamento.
Quando la vittima e il pusher si sono incontrati i poliziotti erano lì. Pronti ad intervenire.
E così è stato; non appena avvenuto il pagamento lo spacciatore è stato bloccato e ammanettato. Il ventenne si trova ora in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.