Writers senza danni? A Varese si può

In via Speri nasce Wg.Art.it, l’associazione che mette l’arte dei graffiti al servizio della società civile. Convenzionati con il Comune, hanno due missioni dichiarate: «Abbellire la città e aggregare i giovani»

– I muri bianchi sono una tentazione troppo grande per i writers dalla bomboletta facile. Le pareti con i murales, invece, sono off limits perché esiste un codice etico, che i writers conoscono molto bene, che vieta di danneggiare le opere dei “colleghi”.
E se fossero, quindi, i murales-legali la vera strategia per avere una città decorosa? L’associazione Wg.Art.it – che è convenzionata con il Comune di Varese – è stata interpellata da un condominio di via Como per progettare un murales con cui riqualificare la facciata. I writers hanno proposto un disegno sui toni del verde naturale. Se il Comune approvasse l’opera, i writers la realizzerebbero gratis, chiedendo al condominio il solo rimborso delle materie prime.

L’idea di dipingere i muri della città, sostituendo il degrado con l’arte, nasce da un gruppo di writers “legali”. Potremmo chiamarli «writer di nuova generazione», persone che non vogliono muoversi nell’ombra e andare in giro a imbrattare, ma mettersi a disposizione delle istituzioni per incrementare il decoro cittadino.
All’inizio erano pochi, poi i giovani desiderosi di dipingere alla luce del sole sono diventati sempre di più. Adesso sono sessanta, in prevalenza ragazzi (ma ultimamente ci sono anche le ragazze). Gravitano sullo «Spazio Sei Speri Menta», il nuovo circolo dell’associazione Wg Art.it di via Speri della Chiesa 6.
«La creazione dei murales non è la soluzione, è una soluzione – dice l’assessore al commercio – Ma il fenomeno dei writers di certo non si può debellare seguendo questa strada, lo dimostrano i murales nei sottopassi della stazione che sono stati realizzati durante i mondiali di Ciclismo, ma poi scribacchiati ancora dai soliti imbrattatori».

Tra i writers di Wg Art.it c’è , ventenne varesino: «Ho studiato a lungo lo spirito creativo che si respira nelle botteghe artigiane e nelle gallerie d’arte di Londra, Budapest, Praga, Helsinki, Berlino e Amsterdam. Difficile riprodurlo nella mia città di Varese. Ma possiamo, con impegno e capacità di ascolto, catalizzare l’attenzione di chi ama confrontarsi con passione su temi artistici. In sede, chiunque aderisca ai progetti troverà colori e matite per liberi schizzi, spazi in cui dipingere a piacimento, creare musiche da realizzare insieme, scrivere poesia con matite o macchine da scrivere meccaniche, stanze dove poter girare video o realizzare book fotografici».
Collabora con i ragazzi all’architetto , che racconta: «Vogliamo essere un punto di ritrovo per chi sente di avere un seme creativo dentro e per chiunque desideri confrontarsi e proporre idee, per chi vuole insegnare e imparare. Uno spazio dove si lavora gomito a gomito e si realizzano opere gradite e condivise, tra i soci e con gli enti locali e i proprietari dei luoghi dipinti».
Uno degli obiettivi dell’associazione è quella di fare prevenzione per fare in modo che la carica creativa dei ragazzi non si disperda o si traduca in qualcosa di negativo: «I ragazzi hanno potenzialità immense e trovano sempre grandi difficoltà a raccontarsi – dice l’architetto – La mia idea è quella di lavorare sulla legalità, dare ai ragazzi spazi per dipingere e per aggregarsi in modo costruttivo».