Yara/ Ferite anche sui polsi, forse uccisa a coltellate

Brembate Sopra (Bg), 27 feb. (TMNews) – Ferite compatibili con quelle di un’arma da taglio al collo, alla schiena e anche sui polsi. Per stabilire se sono state queste lesioni a causare la morte di Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni scomparsa tre mesi fa a Brembate di Sopra (Bergamo) e trovata senza vita solo ieri pomeriggio in un campo a Chignolo d’Isola, si dovrà attendere l’autopsia che verrà fatta domani, ma intanto emergono segni sul suo corpo utili per le indagine e che fanno pensare a un omicidio a coltellate.

Gli inquirenti avvertono che “la cautela è d’obbligo”, perché i segni sui polsi, così come le altre lesioni, non sono necessariamente da collegare a violenze e a tentativi di Yara di difendersi dai suoi aggressori, visto che potrebbero anche essere riconducibili alla lunga permanenza del corpo agli agenti atmosferici e ambientali. Gli investigatori prediligono infatti l’ipotesi che la tredicenne sia stata uccisa subito dopo la scomparsa e poi lasciata senza vita dove ieri è stata trovata.

“Quello che si può dire a un primo esame – si limita a riferire il questore di Bergamo, Vincenzo Ricciardi – è solo che Yara non è stata uccisa con un’arma da fuoco”.

Quanto alle “tracce importantissime” che, a suo parere, sono state trovate nei pressi del corpo, il questore precisa di riferirsi a elementi utili “solo per il riconoscimento di Yara”. Non si tratta quindi, per ora, di elementi fondamentali per trovare l’assassino. L’iPod, la sim e la batteria del cellulare della ragazza sono intanto all’esame di polizia e carabinieri. Nessuna traccia invece del cellulare stesso, di marca “Lg”, che ha smesso di emettere segnali alle 18.55 del 26 novembre.

Asa

© riproduzione riservata