Sana’a, 4 gen. (Apcom) – La Spagna annuncia “restrizioni” all’ingresso nella sua ambasciata a Sana’a. L’Italia, con l’ambasciatore Mario Boffo, specifica che potrebbe fare altrettanto ma che “per il momento non pensiamo di chiudere”; in ogni caso, aggiunge la Farnesina, serve una decisione comune europea. Ma da ieri sono chiuse, invece, le ambasciate di Washington e Londra a Sana’a in seguito alle minacce di Al Qaida, che ha rivendicato il fallito attentato di Natale, e dopo che Stati Uniti e Gran Bretagna hanno annunciato a gran voce l’intenzione di unire gli sforzi nella “lotta al terrorismo” in Yemen e in Somalia.
Il capo dell’anti-terrorismo americano, John Brennan, ha affermato che Washington non vuole rischiare vite di diplomatici o di altri cittadini americani in Yemen.
Rivendicando l’attentato mancato del nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab su un volo Amsterdam-Detroit della Delta Airlines, Al Qaida nella Penisola Arabica (Aqap) ha promesso la morte a “tutti i crociati” e affermato che l’attacco era una risposta a uno dei due raid condotti a dicembre contro i suoi membri in Yemen. Il giovane attentatore sarebbe stato addestrato in un campo yemenita.
Dopo le accuse di lassismo nei confronti di al Qaida, lo Yemen è passato all’offensiva, sostenuto dagli Stati Uniti, contro la rete terroristica. Dopo i raid aerei del 17 e 24 dicembre, che hanno provocato più di 60 morti tra i membri presunti dell’organizzazione, Sana’a ha inviato rinforzi militari nell’est del paese per dare la caccia ai ribelli.
Londra e Washington hanno in programma di finanziare un’unità speciale della polizia anti-terroristica in Yemen e di fornire il sostegno maggiore possibile ai guardiacoste yemeniti.
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