Processo sul reparto infettivi Il pm chiede dieci condanne

VARESE Dieci istanze di condanna e tre di assoluzione. E’ questa la sintesi della lunga requisitoria (oltre cinque ore) del pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano Claudio Gittardi.Ieri il processo riguardante l’appalto del reparto infettivi dell’ospedale di Circolo ha vissuto uno dei suo momenti topici. Il pm ha domandato la condanna a 3 anni e 4 mesi per Carlo Lucchina, ex direttore generale dell’azienda ospedaliera cittadina e ora direttore generale della sanità in Lombardia. Tre anni e 4 mesi anche per Paolo Ciotti, ex responsabile dell’ufficio tecnico, e per Fabrizio Russello, titolare dell’impresa di Gela che avrebbe ottenuto l’appalto irregolare e gonfiato negli importi. Due anni e 4 mesi sono stati richiesti per Mario Noschese, direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera all’epoca dei fatti; e per Roberto Rotasperti, successore di Lucchina ai vertici dell’azienda ospedaliera. Ammonta invece a un anno e 6 mesi la richiesta di condanna a carico di Alessandro Barbarito, all’epoca assistente di Ciotti. Un anno e due mesi e un anno di reclusione per, rispettivamente, Pietro Biondi di Gavirate e Angelo Guerra di Gazzada Schianno: entrambi avevano ricevuto in subappalto dalla ditta Russello (poi diventata Tecnital Spa) una parte delle forniture usate per realizzare il reparto. Un anno e due mesi anche la richiesta di condanna a carico di Chiara Sciandrello per il suo ruolo di amministratrice della Russello. Un anno e 4 mesi, infine, per Salvatore Campo, responsabile del cantiere per conto della Russello.Tutti loro

sono accusati, a vario titolo e con diversi gradi di responsabilità, di truffa aggravata ai danni della Regione Lombardia, oltre che di falso materiale e di falso ideologico. Duplice l’ipotesi di truffa. La prima riguarda la cessione dell’appalto (in maniera illecita, secondo l’accusa) dalla ditta Scuto alla Russello: era il 2001. La seconda, più grave, riguarda la variante che fece lievitare in maniera innaturale (sempre secondo la pubblica accusa) i costi dell’opera da 4 a 6 milioni di euro: variante, secondo il pm, della quale non esisteva nessuna necessità e affidata alla Russello in spregio alle procedure di legge, “nascondendola” alla Regione Lombardia per timore di vedersi bloccare i finanziamenti. Tutto ciò, a detta del pm Gittardi, avrebbe procurato cospicui e illeciti ricavi alla ditta siciliana e, di riflesso ai subappaltatori. Non a caso, Gittardi ha chiesto al collegio presieduto dal giudice Orazio Muscato la confisca di 1,196 milioni di euro già sequestrati in Svizzera (tramite rogatoria) depositati su un conto della Russello.Il pm ha invece chiesto l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” per Angelo Trovato, Sciandrello Lorella (entrambi amministratori della Russello) e Sergio Tadiello, attuale direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera del Circolo. Per i vertici del nosocomio era già caduta l’aggravante di aver favorito organizzazioni criminali di stampo mafioso: come già in primo grado, Fabrizio Russello è stato assolto anche in appello (a Caltanissetta) dal reato di associazione mafiosa.Si tornerà in aula il 26 marzo con le prime arringhe difensive.

e.romano

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