Parcheggi, stangata in arrivo E in giunta a Varese è tensione

VARESE Meno soldi ai Comuni. E più soldi da recuperare “prelevando” dalle tasche dei cittadini. Tra due mesi, quando bisognerà approvare il bilancio del Comune, infatti, per effetto dei tagli statali, i varesini potrebbero ritrovarsi a pagare quasi il doppio di tariffa per la soste nei posti auto di Avt. Ovvero i parcheggi a strisce blu a raso, più le aree di sosta ad ingresso automatizzato, diffusi sul

territorio comunale. La proposta avanzata dagli uffici comunali sarebbe quella di portare (è solo un’ipotesi) la tariffa oraria da 1,20 euro all’ora a ben due euro. Che farebbero quindi quattro euro per la sosta massima consentita, ovvero due ore, invece degli attuali 2,40 euro. Va da sé che la mezz’ora dovrebbe raddoppiare (a meno di decisione contraria che incentivi la sosta breve) da 0,60 euro a un euro.

I tagli agli enti locali hanno messo spalle al muro l’amministrazione di Varese, che ieri mattina, durante la riunione di giunta, si è trovata a discutere su alcune proposte di copertura economica redatte dagli uffici finanziari. E ovviamente sono una più antipopolare dell’altra.

L’alternativa, infatti, sarebbe quella di aumentae l’Irpef comunale, decisione che il sindaco Attilio Fontana non intenderebbe seguire. Il sindaco ha presentato la relazione degli uffici durante la seduta dell’esecutivo. Durante la quale ad esprimere parere contrario alla proposta è stato l’assessore all’Ambiente Stefano Clerici (Pdl), contrario, a quanto pare, a qualunque aumento. A quel punto è scoppiata una piccola baraonda, udibile anche all’esterno dalla sala giunta.

Di fronte alla posizione di Clerici, Fontana sembra sia andato su tutte le furie. E infatti si è sentito chiaramente il sindaco sbottare e ad alta voce rimproverare l’assessore: «Dove troviamo allora i soldi? Io non voglio aumentate l’Irpef».

Gli altri assessori sembrano essere rimasti in silenzio. Avt, società che gestisce il parcheggio pubblico e nient’altro (da quando il ramo trasporto è stato privatizzato) è infatti la cassaforte del Comune. Unica società pubblica ad essere molto in attivo, e controllata praticamente al cento per cento dal Comune, rappresenta lo sfogatoio per evitare di aumentare le tasse ai cittadini.

Anche se, nonostante l’intenzione sia quella di non toccare l’Irpef, bisognerà vedere cosa succederà con l’Imu. La tassa sulla casa sarà infatti un terreno d scontro nel centrodestra, quando arriverà il momento di scegliere a quale aliquota imporla sulla prima casa. L’orientamento degli uffici sembra quello di non abbassarla allo 0,2, ovvero al minimo possibile, ma di tenerla almeno allo 0,4. E naturalmente sarà vagliata anche la possibilità di aumentarla allo 0,6. Quest’ultima ipotesi quasi sicuramente non passerà, ma si prevede uno scontro tra Lega e Pdl, e soprattutto all’interno dello stesso Pdl, tra chi vuole metterla al minimo e chi propenderà per la via di mezzo.
Marco Tavazzi

s.bartolini

© riproduzione riservata