di Andrea Confalonieri
La gente non ha nemmeno la forza di applaudire il Varese, come meriterebbe, e si sfoga urlando «la-dri-la-dri» all’uscita dei livornesi. Ma se ai ladri lasci la porta di casa spalancata, la colpa è soltanto tua. Il Livorno è stato asfaltato nel primo tempo e, fino al gol, Moreau non si era nemmeno sporcato i guanti. Ma in un secondo puoi sfregiare un sogno.Per quarantacinque minuti tatticamente e tecnicamente i biancorossi annichiliscono il Livorno con il fraseggio breve, con la manovra corta anche quando dovevano ripartire dalla difesa, con il gioco spumeggiante sulle fasce fatto di sovrapposizioni micidiali e continui ribaltamenti del fronte. L’errore è non avere chiuso il match con il colpo del ko. Nella ripresa è un’altra storia, i toscani guadagnano metri con la forza del pressing e i lanci lunghi, ma la squadra di Sannino si difende in modo ordinato senza rischiare nulla. Anche Moreau, dentro sé, sa benissimo che quell’ultimo traversone che divideva il purgatorio dal paradiso, avrebbe meritato una presa d’acciaio. Non è la prima volta che una mancanza di decisione e di una scelta netta (o la respingi in angolo, o la trattieni) viene pagata più che a caro prezzo, anche se sul traversone fatale Pugliese – già incerto nel primo tempo contro Pagano – non
sbarra la porta all’avanzata di Dionisi.Se il Varese con questo collettivo e un organico inferiore tecnicamente al Livorno, lo ridicolizza per lunghi tratti, il merito è di Beppe Sannino. Se però Buzzegoli non ha accusato un problema fisico, passeremo tutta la notte a domandarci perché nel momento decisivo di una partita l’uomo squadra, il capitano, uno dei pochi con la serie B nel Dna è stato sostituito. Il centrocampo, con lui e Zecchin, stava gestendo la partita, il campo e l’1-0 in scioltezza. Le loro qualità di palleggiatori, di gestione della manovra, di costruzione del gioco apparivano fondamentali per arrivare in fondo. In partite così tese, che si giocano fino al novantacinquesimo contro squadroni che hanno nella malizia, nel pragmatismo e nella concretezza la possibilità di farti male con un solo morso, un Buzzegoli e uno Zecchin possono anche decidere la differenza che c’è tra l’1-0 e l’1-1. Detto questo, non faremmo mai cambio tra Sannino e Pillon, che ordinava ai suoi di guadagnare dieci metri su ogni rimessa e se le prendeva coi raccattapalle in erba biancorossi. Non faremmo mai cambio tra Sannino e nessun altro allenatore della serie B perché non esiste squadra sul piano dei valori e su quello del gioco come il Varese e come il suo numero uno.
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