VARESE La Lega lo dice chiaro e tondo: punta a diventare primo partito in provincia. “E’ il nostro obiettivo”, ha dichiarato il segretario provinciale Stefano Candiani: “Sappiamo quanto sia impegnativo ma di certo questa volta faremo il pieno sul serio”. I numeri, per lui, ci sono tutti. “Abbiamo una squadra agguerrita che ha tutte le carte in regola per farcela. Vogliamo arrivare almeno a tre consiglieri”, continua Candiani, intervenuto non a caso a margine del primo incontro pubblico di Fabio Binelli, assessore all’urbanistica e candidato a furor di popolo dai militanti varesini che ha presentato il programma per la corsa al Pirellone.L’ostacolo principale all’ambizioso traguardo del Carroccio sta tutto tra Milano e dintorni, terreno difficile su cui giocarsi la partita. La sfida si vincerà piuttosto sulle altre province, Varese in primis: “Quelli che abbiamo candidato hanno sempre lavorato dal basso. La nostra lista ha puntato tutto su una solida esperienza amministrativa e non sui faccioni elettorali che sono dilagati a Varese”. Anche per questo il segretario ne è convinto: dopo il caos delle liste i consensi del Pdl si sono persi per strada, quelli leghisti hanno tenuto. “Queste elezioni ci faranno fare un salto di qualità – aggiunge il sindaco Attilio Fontana, sostenitore della candidatura
di Binelli – e metteremo a posto le sciocchezze che fanno i nostri alleati. Noi queste cose non le facciamo. E se fossimo stati il partito di maggioranza relativa le cose sarebbero state molto diverse”. E lo saranno, per il sindaco. “La Lega punta ad essere il primo partito – ha confermato Binelli – solo così avremo il ruolo che ci spetta e potremo smascherare tante bugie che ci vengono raccontate”. Non è un caso, per Binelli, che alcuni temi siano saliti agli onori della cronaca soltanto nel momento in cui è cresciuta la Lega. Il federalismo fiscale prima di tutto, ma anche la sicurezza, la tutela del territorio, o il costo della vita al Nord. “Per far capire alla gente cos’è realmente lo stato italiano e quanto vada profondamente cambiato dobbiamo fare in modo che la Lega diventi il primo partito della Lombardia. Potremo spendere sui tavoli romani l’esigenza di trasferire risorse, autonomia e dignità alla regione, invece che ritrovarci ad essere il solito somaro che paga per tutti. Non possiamo più permetterci di rinunciare alla politica”.Cinque i punti essenziali del programma di Binelli: riscoperta dell’identità, sicurezza e delle risorse per garantirla, tutela del territorio fermandone il consumo, valorizzazione lavoro, e in definitiva, autonomia.
e.marletta
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