La città bambino

La città bambino

Varese è stata invasa da un fiume colorato, in occasione della Marcia per i Diritti dei Bambini. L’assessore Rossella Dimaggio: «Questa è la più bella invasione in assoluto che la nostra città possa avere»

VARESE - In una splendida Varese baciata dal sole si è svolta ieri mattina la dodicesima Marcia per i Diritti dei Bambini, che ha riempito di infiniti colori, canti e allegria le vie del centro cittadino.

C’erano, all’appuntamento festoso e ormai consueto in una gremita piazza della Repubblica, una ventina di scuole del territorio, di cui – per la prima volta dal 2006 – anche tre materne: la Macchi Nidoli di Giubiano, la materna di San Carlo e il Piccinelli Comolli di Bosto. Presenti orgogliosamente all’appello con tanto di striscioni e bandierine segnaletiche quasi tutte le primarie di Varese: Mazzini, Addolorata, Morandi, San Giovanni Bosco, Canziani, Baracca, Garibaldi, IV Novembre, Canetta, Locatelli, Medea oltre alle primarie di Morosolo, Malnate, Lozza e Marchirolo; a rappresentarle, i loro bambini di tutte le classi e di tutte le età a cominciare dai più piccini, accompagnati dalle maestre e dalle associazioni dei genitori, che simbolicamente si sono ritrovati a danzare il girotondo dei diritti proprio sotto l’Albero del Sorriso, quell’albero che da sabato sera è divenuto ufficialmente il simbolo del sorriso di tutti i bambini della città di Varese. E proprio da un luogo emblematico, quindi, è iniziata la lunga, variopinta e gioiosa marcia che per un’oretta buona ha monopolizzato le vie del centro, risalendo con grande compostezza la via Manzoni sino ad inondare piazza Monte Grappa, per poi fare una doverosa deviazione sotto il campanile del Bernascone: in un emozionante omaggio, tanti piccoli occhi puntati sul grande nume tutelare che da quattrocento anni benedice idealmente tutti i nuovi nati di Varese.

Infine, invasa letteralmente di tenerezza la via Sacco, il simpatico e massiccio corteo si è riversato nei Giardini Estensi, sempre con estremo ordine – che cosa incredibile non solo a dirsi, ma anche solo a pensarsi un corteo di 1600 bambini quieto e compatto per un’ora abbondante – per andare ad incontrare il cuore della città, il Municipio, quel luogo dove si prendono le decisioni più importanti, proprio quelle che riguardano in primis i diritti dell’infanzia. Mai manifestazione si potrà dire più bella, dolce e cara di quella, pacifica e sorridente animata dai bambini di una città intera: una città che giustamente si interroga spesso sul futuro che regaleremo ai nostri figli, e la cui amministrazione si ritrova a dover prendere ancor più spesso scelte che hanno ripercussioni sulle famiglie e quindi, di rimando, sui più piccoli.

Promossa dall’Assessorato ai Servizi Sociali e alla Persona del Comune di Varese in collaborazione con il progetto Zattera, la manifestazione cade, congiuntamente a milioni di eventi e manifestazioni paralleli in tutt’Italia e nel mondo, a ridosso di un compleanno importante: la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che venne approvata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e ratificata dall’Italia con legge 27 Maggio 1991. La Convenzione è un testo articolato e complesso che nasce da un lungo iter che abbraccia l’intero Novecento, secolo di guerre e di diritti negati, ma anche epoca in cui si prende coscienza del bisogno delle speciali tutele, in primis giuridiche, di cui il mondo dell’infanzia necessità in quanto capitolo a sé dell’umana vicenda: un primo testo sui diritti del fanciullo venne scritto durante la prima guerra mondiale da Eglantine Jebb, una dama che aveva prestato servizio nella Croce Rossa e si era prodigata nei soccorsi proprio nei confronti dei bambini rimasti offesi dal conflitto, e da questo nucleo primigenio prese avvio la compilazione dei documenti ufficiali internazionali in materia.

«Una città letteralmente invasa dai bambini – ha commentato l’assessore ai Servizi Educativi Rossella Dimaggio, partner della manifestazione ma anche e soprattutto presente orgogliosamente con le sue classi della scuola Baracca - «e questa è la più bella invasione in assoluto che la nostra città possa avere».


© RIPRODUZIONE RISERVATA