Le bici gialle “pedalano” fino a Gavirate. Quattro ciclisti le abbandonano in piazza
Le bicilette ofo Italia da Varese a Gavirate nella piazza del municipio

Le bici gialle “pedalano” fino a Gavirate. Quattro ciclisti le abbandonano in piazza

Il sindaco in persona le ha notate parcheggiate ben allineate sotto le finestre del suo ufficio. La società le ha riportate a Varese

GAVIRATE - A Milano, alla fine di settembre, era diventato una sorta di stupido gioco quello di abbandonare in giro per la città, le bici gialle del sistema di bike sharing gestito dalla società Ofo Italia, alcune delle quali erano state trovate addirittura nel Naviglio oppure appese agli alberi. Un “gioco” che sembra aver coinvolto anche Gavirate, dove da domenica, proprio nel cuore del paese, in piazza Matteotti, dove si affaccia anche il municipio, sono state abbandonate, vicino ad una panchina, tra la fioriera e il palo della luce e perfettamente allineate tra loro, quattro bici gialle.

Da qualche giorno, il servizio di bike sharing Ofo è attivo anche nella città di Varese e sarà gratuito per gli utenti fino a giovedì. La distanza tra Varese e Gavirate è di una manciata di chilometri; i quattro ciclisti, dopo la sgambata domenicale, hanno pensato bene di lasciare le bici prese a noleggio, che sono dotate di un sistema di geolocalizzazione, nella piazza di Gavirate, dove ieri non potevano non essere notate dalla gente che si interrogava su chi poteva averle lasciate lì. A partire dal sindaco Silvana Alberio, le cui finestre dell’ufficio si affacciano proprio su piazza Matteotti.

«Abbiamo provveduto a mettere in sicurezza le quattro bici e ad avvisare gli addetti della società che sono venuti a ritirarle» racconta la prima cittadina. L’auspicio è che non vengano abbandonate in giro per il territorio, magari gettate nel lago di Varese o appese agli alberi; un triste spettacolo a cui poco più di due mesi fa ci è toccato assistere a Milano, con tanto di foto sui social network delle bravate compiute per dimostrare chissà che cosa. «Purtroppo l’inciviltà non ha limiti - commenta la Alberio - e quello che per le persone normali sembra impossibile per i cretini è già cosa fatta».

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