400 persone sfilano in silenzioVarese solidale con Gaza

VARESE (lr) Cinque metri di bandiera palestinese portata da una decina di ragazze per prima. Dietro una bara con le sigle dell’Onu e dell’Unione Europea a rappresentare l’immobilità della comunità internazionale e un gruppo di persone in fila con bambole e fagotti bianchi macchiati di rosso, a ricordare gli oltre 250 bambini palestinesi morti in queste ultime due settimane sotto i bombardamenti dello stato di Israele su Gaza. E un silenzio quasi irreale per un sabato pomeriggio in centro città. Si è aperto così il corteo di solidarietà al popolo palestinese organizzato dalla Comunità islamica e dal comitato per la Palestina di Varese cui hanno partecipato centinaia di persone, 400 secondo la questura, tra uomini donne, intere famiglie con bambini, per lo più di fede mussulmana oltre a una serie di gruppi e associazioni pacifiste, dalle Acli all’Arci e le forze politiche di sinistra. Al contrario di quanto accaduto a Milano la manifestazione è stata estremamente composta con un proprio servizio d’ordine ad agevolare il lavoro delle forze di polizia presenti con oltre 40 agenti tra Polizia e Carabinieri pronti anche a scoraggiare eventuali provocazioni.Prima di iniziare a sfilare i mussulmani hanno intonato una preghiera in piazza Repubblica e poi al via tutti in silenzio lungo il breve percorso

per le vie del centro: «Come in un funerale – ha spiegato all’inizio Giorgio Stabilini dell’associazione Mussulmani Varese parlando al microfono – Un funerale per le centinaia di vittime civili palestinesi e per  l’indifferenza di troppe persone davanti alla strage di Gaza che si sta consumando sotto gli occhi del mondo». Per il resto, a spiegare le ragioni della manifestazione ai passanti  c’erano volantini e tanti cartelli. In alcuni le foto dei bambini palestinesi morti sotto i bombordamenti con la scritta «Non è un reality show» e la denuncia a Rai e Mediaset colpevoli di un’informazione parziale anche secondo Roberto Andervill dell’Inca, la ong delle Acli che è stato in Palestina. Nessuna bandiera è stata bruciata ma in alcuni cartelli si parlava di olocausto per Gaza con la Stella di David paragonata alla svastica: «La tragedia di essere vittime delle vittime», spiegava uno striscione. E in tanto dolore non mancavano appelli alla pace, dallo striscione delle Donne in nero alle parole del portavoce degli islamici Samir Baroudi: «In questo momento chiuse dietro il muro eretto da Israele a Gaza ci sono 255 mila civili che vengono bombardate senza via di fuga. Spero che finisca presto e credo nella solidarietà con i fratelli cattolici, con cui stiamo organizzando un’altra iniziativa».

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