Certificato medico online? Niente da fare, tutto bloccato

Certificato medico online? Niente da fare, tutto bloccato

VARESE (lr) La rivoluzione tecnologica per i certificati medici online è un flop conclamato, anche a Varese. Ieri disappunto e confusione tra i medici di base che erano chiamati a dare seguito alla novità e anche tra i datori di lavoro che avrebbero dovuto ricevere le certificazioni via web. I disagi maggiori però li hanno subiti i pazienti ammalati costretti, nonostante febbre, tosse, influenza e acciacchi vari, a lunghe attese negli studi medici nella speranza di ottenere il certificato online che giustificasse l’assenza dal lavoro e che alla fine non è arrivato praticamente per nessuno.«Per quanto mi riguarda non sono riuscito neppure una volta a collegarmi al sito dell’Inps per compilare il certificato online, e la prima volta ci ho provato alle otto del mattina – raccontava ieri Daniele Ponti, presidente varesino della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) – Il primissimo paziente ha aspettato tre quarti d’ora in studio febbricitante, poi l’ho mandato a casa con un certificato cartaceo. Un malato deve stare a casa, non passare ore in uno studio medico!». Una decisione la sua che poteva costargli una multa piuttosto salata, vista la normativa voluta dal ministro Brunetta e che obbliga i medici a inviare online i certificati di

malattia. Dopo un primo rinvio la legge è entrata in vigore ieri mattina nonostante i sindacati di categoria avessero segnalato alcuni problemi di collegamento già nelle giornate di prova e che al debutto di ieri si sono manifestati fragorosamente, tanto da bloccare completamente il sistema. «A causa di un imprevedibile malfunzionamento dei sistemi dedicati al Progetto Sanità, si segnala il fermo di tutte le applicazioni – si legge nel messaggio inviato ieri mattina da Sogei, la società che gestisce l’operazione per conto del ministero – Stiamo intervenendo per ripristinare al più presto la funzionalità dei sistemi». In pratica i server dell’Inps non hanno retto l’urto di decine di migliaia di certificati e sono andati in tilt: non erano consultabili né dai medici, né dai datori di lavoro. In questa situazione lo stesso Brunetta ha annunciato che nessun medico sarebbe stato multato per il ricorso al cartaceo. «D’altra parte un certificato dobbiamo pur rilasciarlo al paziente», afferma il medico Ponti dopo aver tentato il collegamento più volte nel corso della giornata e dopo aver raccolto le lamentele e i disagi di decine di colleghi varesini. «A questo punto aspettiamo l’incontro del 10 febbraio tra i ministri Fazio e Brunetta per capire come dovremo comportarci», aggiunge.

s.bartolini

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