Busto, Speroni occupato Da un grande unico cuore

BUSTO ARSIZIO Nello spazio antistante gli spogliatoi, il mister Raffaele Novelli si ferma qualche minuto a giocare a pallone con il piccolo Giacomo, figlio del supertifoso tigrotto Lele Magni. L’immagine rappresenta al meglio lo spirito che regna nel gruppo biancoblù in questi giorni di occupazione dello “Speroni”, malgrado i mille problemi che assillano da mesi i giocatori della Pro Patria. A trascorrere la seconda notte di occupazione sulle brandine piazzate nei locali degli spogliatoi sono stati i giocatori più giovani. Per Amedeo Benedetti, dormire allo stadio è diventata da qualche giorno un’inevitabile necessità: «Qualche giorno fa sono stato sfrattato, non è una situazione facile – dice il giovane esterno biancoblù – Gli amici però mi invitano a tenere duro, a resistere alle difficoltà». Dario Polverini non è stato sfrattato, ma ha voluto ugualmente rimanere a dormire, la prima notte, con i compagni più in difficoltà. E la simpatia del difensore romano contribuisce a

tirare su il morale del gruppo biancoblù nei momenti più difficili: «Questo è un gruppo unito come non mai». Tanti danno una mano, chi porta il pranzo come il ristorante “Il Bivio”, due tifosi consegnao la frutta: «Non stiamo facendo niente di particolare, stiamo solo ricambiando in parte il grande impegno e la generosità che i ragazzi e il mister stanno dimostrando dall’inizio dell’anno». E intanto arrivano sempre più tv.Di fronte alle telecamere di Raisport, capitan Cristiano ha anche letto una lettera indirizzata a mister Novelli e alla squadra dal tifoso Flavio: «Da piccolo mio padre mi portava allo stadio a vedere la Pro Patria – ha scritto il tifoso, che ha anche allegato una donazione – Ora sono io che porto i miei figli allo stadio». E’ la continuità delle generazioni di bustocchi, che si tramandano di padre in figlio l’amore per la squadra simbolo della città. oggi due pagine sul giornale

m.lualdi

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