Rischio maiali alla diossina Ecco come difendersi

Rischio maiali alla diossina Ecco come difendersi

VARESE Dopo le mozzarelle blu e le uova alla diossina, ultimi arrivati tra i tarocchi alimentari sono i maiali. Nei loro mangimi sono finiti grassi utilizzati nella filiera della carta che contenevano diossina. La ricetta per l’autodifesa suggerita dalle associazioni locali è sempre la stessa: prediligere i prodotti nazionali e dove possibile quelli varesini. «Oggi i consumatori hanno la concreta possibilità di rivolgersi alle nostre aziende agricole – spiega Fernando Fiori della Coldiretti Varese – o scegliere prosciutti a denominazione di origine protetta». Dopo l’allarme diossina, l’ennesimo negli ultimi mesi, i consumatori preoccupati stanno tempestando di domande le associazioni agricole del Varesotto per capire come acquistare bistecche e prosciutti sicuri.In attesa dell’approvazione dell’etichetta obbligatoria sull’origine, prevista venerdì, Fiori rinnova l’invito a individuare il produttore sul sito dell’associazione (varese.coldiretti.it). Proprio come su quello di Confagricoltura (agriprealpi.it) è possibile trovare l’elenco delle aziende varesine che fanno vendita diretta. In alternativa, ci sono il mercato di “Campagna Amica” ogni venerdì mattina davanti allo stadio di Varese e ogni terza domenica del mese al mercatino in corso Matteotti. «Non c’è alternativa – conferma Giuliano Bossi di Confagricoltura – il segreto è rivolgersi al produttore agricolo e vale anche per la carne di maiale: al produttore locale non arriva neanche il mangime con la diossina, su questo garantisco. Ma non si

può pensare di trovare la produzione locale sul bancone del supermercato». Tre gli svantaggi: costa un po’ di più, non ci sono le offerte speciali, e soprattutto bisogna raggiungere fisicamente l’azienda agricola solo per comprare un certo tipo di prodotto. «Sicuramente è più scomodo e difficile ma è l’unico modo di avere qualche certezza», commenta. «Noi abbiamo un certificato di origine – spiega Eugenio Malfatti, rappresentante dei macellai per Confcommercio – per il maiale come per la carne bovina e per gli insaccati. Il cliente può chiedere di poterlo vedere». Non è chiaro invece cosa sia in grado di leggere e di verificare il consumatore una volta messo davanti a una bistecca e un certificato, ma ancora prima, come faccia a dire che quel certificato si riferisce a quella bistecca. «Non si può sapere – ammette il rappresentante – ma nel momento in cui è stato mostrato un certificato e si riscontrano dei problemi c’è qualcuno che se ne sta prendendo la responsabilità».Unionalimentari sottolinea infine la necessità dei controlli alla frontiera per «bloccare tutti i prodotti provenienti dalla Germania» e chiede il ritiro dal mercato dei prodotti sospetti. «I nostri produttori – dichiara Marco Colombo, imprenditore e presidente – sono sottoposti a stretti controlli delle Asl e riportano sull’etichetta gli ingredienti e spesso addirittura gli apporti calorici».

s.bartolini

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