BUSTO ARSIZIO Busto riscopre il tricolore con un romanzo. O meglio, con «un grande romanzo popolare» sulla nascita dell’Italia. «Troppa Umana Speranza» la prima opera del trentenne bustocco Alessandro Mari, sta spopolando nella sua città e ha già accolto le entusiastiche critiche di poeti e storici locali, e non solo. Sono tanti anche i giovani bustesi che si sono immersi nella lettura riscoprendo così la giovinezza di una nazione, 150 anni dopo. In pieno clima di polemiche sui festeggiamenti per l’anniversario dell’Unità d’Italia, nel cuore della terra leghista, ad unire ci pensa la letteratura. «A poco più di un mese dall’uscita del libro abbiamo già venduto 110 copie», fa sapere Francesca Boragno dell’omonima libreria di via Milano, che questa sera ospiterà la presentazione del romanzo. Sarà presente l’autore, pungolato dalle domande della poetessa bustocca Marisa Ferrario Denna, grande estimatrice del libro, che considera «un romanzo
storico necessario in tempi di divisioni». Anche Mariolino Rimoldi, poeta dialettale che ha aiutato lo scrittore nelle parti in vernacolo sinaghino, elogia il romanzo la cui prima parte è ambientata proprio nella campagna di Sacconago da dove proviene il contadino Colombino, uno dei quattro protagonisti: «Un bellissimo libro – commenta l’anziano poeta – ancora più bello e significativo perché scritto da un giovane della nostra città». Il romanzo ha conquistato una fascia trasversale ed eterogenea di lettori: «Dai giovanissimi – spiega Francesca Boragno – alle insegnanti che ne hanno parlato nelle scuole, fino a storici locali particolarmente colpiti dal libro che traccia anche un eccezionale ritratto di una Busto Arsizio ormai sconosciuta ai più». Anche alla libreria Ubik, sempre in via Milano, il libro è andato a ruba. Questa sera alle 21 alla Galleria Boragno di via Milano 2 l’autore incontrerà i lettori. Valeria Arini
m.lualdi
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