VARESE Auto, per ora nessun segno di ripresa. Anzi, nel 2010 l’onda lunga della crisi nel settore ha investito anche il mercato dell’usato che negli ultimi due anni sembrava essersi messo al riparo assestandosi su un livello di sostanziale equilibrio.
In altre parole, ancora non accenna a frenare il trend di flessione nel mercato dell’auto che forse più di altri ha scontato gli effetti dilazionati della crisi economica. Rispetto al 2009, l’anno scorso in provincia di Varese sono state rottamate il 18% di auto in meno (26.297), immatricolate il 9% di auto in meno (28.912) e comprate il 2% in meno di auto usate (37.976). Se infatti il dato negativo di rottamazioni e nuove immatricolazioni può essere correlato in buona parte alla mancanza degli incentivi che avevano smosso un po’ il panorama complessivo nel 2009, quello sulle auto usate denota la bassissima propensione alla spesa da parte della gente.
Nemmeno il dato di dicembre promette bene sull’andamento tendenziale dei prossimi mesi: nonostante crescano del 10,3% i passaggi netti, ivi incluse le auto usate (dato superiore alla media regionale che si ferma al 3,9%), le radiazioni hanno ampliato ulteriormente il calo fino al -22%. Chi opera direttamente nel settore da queste parti conferma: «Non si vende niente». E non basterebbero a cambiare il trend nemmeno gli incentivi che si erano visti nel 2009, secondo <+G_NERO>Gianni Millarini<+G_TONDO>, titolare del concessionario Suzuki: «La verità è che la gente non ha soldi – racconta – abbiamo qui auto acquistate e non ritirate perché mancano i soldi per pagare il saldo. Il dramma è che non stiamo parlando solo di auto nuove ma anche delle riparazioni». In questo contesto per l’appunto è chiaro che l’incentivo serve relativamente, tant’è che nel 2009 i varesini avevano risposto piuttosto timidamente. «C’è da dire che Varese è un vero disastro in questo settore, sono cinquant’anni che ci lavoro e già a Como o a Milano le cose sono diverse, in tutto questo tempo non sono riuscito a darmi una spiegazione». I dati di inizio anno intanto sono già preoccupanti: delle 120 che dovrebbero aver venduto a metà gennaio, ne sono state consegnate una trentina.
Una tendenza comune riguarda poi l’auto ecologica, bifuel, a metano o a gas, che qui non prende. «Anche da noi non sono andate – conferma Luca Guarini, venditore Volkswagen e Skoda per Crespi – da quello che ho sentito le ha vendute solo chi regalava l’impianto». Da loro è ancora il diesel a farla da padrone, con una certa ripresa dei motori a benzina di nuova
generazione che nel caso di Volkswagen (Skoda monta gli stessi) hanno cilindrata più piccola e potenza maggiore per ogni esigenza se tenuti ai regimi alti. «Abbiamo tenuto gli stessi numeri dell’anno precedente per Volkwagen soprattutto per Polo e Golf che sono i nostri cavalli di battaglia. Le vendite sono calate di una cinquantina di unità ma sono rimaste sulle 1.700, ampiamente sopra gli obiettivi della casa».
Un vero e proprio exploit invece è stato quello di Skoda, +80%, dovuto al rapporto qualità-prezzo e all’uscita dei nuovi modelli. «Ne abbiamo immatricolate 240 nel 2009 e 477 nel 2010, mentre abbiamo iniziato il 2011 con un evaso di 200 macchine. La cosa certa è che la gente si orienta su quelle medie o piccole, anche se non piccolissime».
Francesca Manfredi
e.marletta
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