Roma, 16 gen. (TMNews) – Ira e stupore. Silvio Berlusconi, riferiscono dal Pdl, ha trascorso le ultime 48 ore oscillando tra rabbia e incredulità. L’unica spiegazione che il Cavaliere è riescito a dare della vicenda Ruby, raccontano non senza un po’ di meraviglia ministri e dirigenti del Pdl, è sintetizzata da una frase che il premier andrebbe ripetendo per mettere in risalto la sua buona fede in tutta la vicenda: “Io sono buono”. Berlusconi, però,
alterna lo stupore per le accuse che gli vengono rivolte alla tentazione di brandire ancora una volta la minaccia elettorale. Tanto che – riferiscono i principali dirigenti del Pdl – pur consapevole del rischio e della fatica che comporterebbe un ricorso anticipato alle urne, il premier sarebbe tornato a ragionare in questo modo: Non so se mi conviene, ma se continuano così forse il ritorno al voto diventa l’unica strada che ci permetteranno di percorrere.
“Io sono buono”, ripete a tutti Berlusconi. Ma il Cavaliere, a leggere la nota ufficiale diramata sabato mattina, è anche pronto a tirare fuori le unghie, rispolverando le accuse dei momenti di massima frizione con la magistratura. A scagliarsi contro quelle toghe che a suo dire tentano di scippargli la poltrona di palazzo Chigi. Appena letti i giornali, dunque, il Cavaliere ha messo nero su bianco un comunicato interamente dedicato alla magistratura, insolitamente lungo, 22 righe di affondi durissimi: “Ci troviamo di fronte all’ennesimo teorema costruito appositamente per gettare fango sulla mia persona e sul mio ruolo istituzionale nel tentativo, illusorio, di eliminarmi dalla scena politica”, ha sottolineato il Cavaliere, e il caso Ruby rappresenta una “ulteriore macchinazione giudiziaria”, che però “non riuscirà a fermarci”. Quindi la conclusione: “Mai, in diciassette anni di accanita persecuzione giudiziaria contro la mia persona, alcuni pubblici ministeri della Procura di Milano erano arrivati a stravolgere, in modo così inverosimile e grottesco, la realtà dei fatti, le garanzie costituzionali e lo Stato di diritto”.
Tom
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