VARESE Il dibattuto e contestato hotel di Ville Ponti potrebbe far posto a un inedito “albergo diffuso”. Ovvero ad un modello di ospitalità sostenibile orientato al recupero di edifici esistenti. Questa proposta, insieme a quella di affidare la gestione del centro congressi Ville Ponti al Consorzio Turistico di Varese, è stata avanzata ieri nel convegno “Che turismo vogliamo?” organizzato da Confesercenti con Assoturismo Varese. «Un albergo diffuso è forse l’unico modello di ospitalità veramente italiano – ha spiegato Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico e presidente dell’Associazione alberghi diffusi in Italia – Si tratta di un albergo che utilizza strutture preesistenti scegliendole vicine tra di loro. Esiste una normativa precisa in merito: le strutture non possono essere distanti oltre 200 metri dalla reception e per questo è una formula adatta ai borghi. Ci devono essere spazi comuni e almeno sette camere, parte delle quali possono essere appartamenti con angolo cottura. Come in un normale albergo, chi lo desidera può chiedere la colazione in camera. Il cliente tipo è un turista che rifiuta di sentirsi tale e vuole entrare a contatto con le persone del posto». L’albergo diffuso è un modello che, in un certo senso, fa a pugni con l’hotel a 5 stelle sostenuto dalla Camera di Commercio. E il presidente Bruno Amoroso ha infatti accolto l’idea dell’albergo diffuso: «È un’ipotesi che può essere presa in considerazione. Mi sono infatti reso conto che rimanere arroccati alle nostre posizioni ci ha reso le cose più difficili. L’albergo a 5 stelle era stato pensato anche perché non era
in concorrenza con le strutture già esistenti. Ma siamo disponibili a tutto».Parlare dell’albergo di Biumo (e dell’albergo diffuso, un modello che potrebbe essere esportato anche al Sacro Monte) porta con sé il dibattito sulla vocazione turistica della città. Varese è al quarto posto in Lombardia per numero di arrivi. I turisti, però, si fermano poco: mediamente 1,7 giorni, un dato che ci porta al sesto posto in Lombardia per durata di soggiorno. Varese ha una vocazione congressuale e Ville Ponti è attualmente gestito da Promos Varese, un’azienda speciale della Camera di Commercio. «Dare al Consorzio Turistico la gestione di Ville Ponti potrebbe migliorare l’offerta congressuale, agendo su una delle leve di costo più importanti (la sala congressuale) – ha detto Mauro D’Errico, responsabile turismo di Confesercenti – Questa proposta nasce dalla considerazione che i più grandi consorzi d’Italia, come Torino, Rimini e Firenze, hanno già adottato una soluzione simile. In caso contrario, Ville Ponti per evidenti necessità dettate dal mercato, andrebbe a costituire un altro Convention Bureau con gli stessi compiti attualmente in capo al Consorzio, quali i servizi di accoglienza, interpretariato, trasporto, etc». Amoroso non ha nascosto lo stupore: «È una strada che può essere presa in considerazione, ma si tratta di vedere come».Si è parlato anche della necessità di coordinare maggiormente l’attività del Consorzio con quella dell’agenzia del Turismo, «predisponendo una promozione collegata ai prodotti esistenti – ha aggiunto D’Errico – Anche sulla scia sul sistema turistico prospettiamo una collaborazione tra pubblico e privato, cosa che in passato non è accaduta». Adriana Morlacchi
s.bartolini
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