Roma, 28 mar. (TMNews) – Prosegue l’avanzata in Libia dei ribelli, che hanno riconquistato altre quattro città e procedono rapidamente verso Sirte, roccaforte e città natale di Muammar Gheddafi. Ieri, nella giornata in cui la Nato ha ufficilizzato l’accordo per l’assunzione del comando di tutte le operazioni militari, la guerriglia si è impadronita delle città costiere orientali di Ras Lanuf, Brega, Uqayla e Bin Jawad dopo il ritiro delle forze fedeli al colonnello, sotto la pressione dei raid aerei della coalizione. Sabato i ribelli avevano ripreso il controllo del porto di Ajdabiya. Ieri in serata aerei hanno sorvolato la città libica di Sirte, tra Tripoli e Bengasi, dove sono state udite alcune forti esplosioni.
I ribelli assicurano che entro “meno di una settimana” potranno esportare il petrolio prodotto nelle regioni sotto il loro controllo, dai 100mila ai 130mila barili al giorno.
Da più parti, Stati Uniti compresi, si riflette intanto sulla necessità di mettere in campo un’azione diplomatica, per arrivare a una soluzione che permetta di far tacere le armi nel Paese nordafricano. Ieri un forte appello in tal senso è arrivato da Benedetto XVI, che durante l’Angelus ha parlato di una “sempre più urgente esigenza di ricorrere a ogni mezzo di cui dispone l’azione diplomatica e di sostenere anche il più debole segnale di apertura e di volontà di riconciliazione fra tutte le Parti coinvolte”.
Fco
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