Resa dei conti tra Pdl e Fli “Fuori Giordano e Lista”

Resa dei conti tra Pdl e Fli “Fuori Giordano e Lista”

VARESE Fuori Salvatore Giordano, fuori Luciano Lista e fuori Giuseppe De Bernardi Martignoni. Dopo la definitiva spaccatura tra Pdl e Fli a livello nazionale, anche a Varese i vertici del partito di Berlusconi puntano alla “pulizia” istituzionale. Ovvero, alla rimozione degli esponenti futuristi che, eletti con il Pdl, siedono negli enti a nome di Fli. Ad aprire i giochi è il segretario provinciale del Pdl Rienzo Azzi, che annuncia dimissionamenti ormai prossimi. «Attendo solo il via libera della segreteria regionale – dice – da parte mia ci sarà la richiesta ai due sindaci e al presidente della Provincia di rimuovere gli esponenti di Fli. Abbiamo avuto fin troppa pazienza. Adesso è il momento di togliere le deleghe a chi si trova nelle amministrazioni per merito di un partito che hanno sconfessato». La partita si gioca anche a Milano, perché nel caso del capoluogo e della Provincia gli equilibri di giunta si decidono a livello regionale. E di questo si sta interessando il coordinatore regionale del Pdl Massimo Corsaro, fedele di Ignazio La Russa. «Da Corsaro abbiamo sempre avuto una posizione chiara – dice il vicesegretario provinciale Pdl, Marco Airaghi – se la questione della Provincia è più delicata, perché c’è un gruppo consiliare, su Varese e Busto ha sempre detto di muoverci e chiedere le dimissioni non appena lo avessimo ritenuto opportuno». Le priorità sono quindi nelle città dove non c’è un gruppo consiliare futurista, visto che a Gallarate, dove una rappresentanza finiana in consiglio c’è, la rimozione di Luca Carabelli viene messa in secondo piano. Per quanto riguarda Varese, il sindaco leghista Attilio Fontana è chiaro: «Sono pronto a togliere le deleghe a Giordano un minuto dopo la richiesta ma voglio il via libera regionale. Quando da

Corsaro e dal segretario nazionale della Lega Giancarlo Giorgetti mi verrà dato il benestare, con richiesta formale e ufficiale, la questione sarà chiusa». Ieri sera, intanto, vertice di maggioranza a livello cittadino: presenti il sindaco, il segretario cittadino della Lega Carlo Piatti e gli esponenti del Pdl: il vicesindaco Giorgio De Wolf, il segretario cittadino Aldo Colombo ed il suo vice Stefano Clerici. Tra le questioni all’ordine del giorno, anche il caso Aspem Reti e le accuse che sarebbero state formulate dall’assessore Fabio Binelli nei confronti del vicesindaco. Ma anche la questione Giordano. In questo senso, rispetto agli altri livelli, il segretario Colombo è leggermente più dialogante. «I finiani sono spaccati – dice Colombo – e in questo scenario può darsi che Giordano torni indietro. Certo, noi non siamo abituati a chiudere le cose a tarallucci e vino». Sulla Provincia, con la presenza di un gruppo consiliare, la faccenda è più delicata. «Ma non credo – sottolinea Azzi – che abbiano diritto di esprimere un assessore». La questione di Busto è più facile, perché il sindaco Gigi Farioli è del Pdl e quindi non si presentano i problemi diplomatici tra Pdl e Lega. Da parte sua, il segretario provinciale della Lega Stefano Candiani liquida la questione senza giri di parole. «Il problema dev’essere affrontato dentro il Pdl – dice – da parte nostra, nel momento in cui questi amministratori dovessero problemi, sono fuori». Il riferimento è al caso di Varese, dove Giordano, in questo frangente, ha creato qualche tensione tra la Lega e il Pdl. In particolare, avrebbe cercato, secondo i berlusconiani, di distogliere l’attenzione dalla sua posizione, creando litigi tra il Carroccio e il vicesindaco De Wolf sulla questione legata ad Aspem Reti. Marco Tavazzi

s.bartolini

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