Un incidente a Memo Remigi “Addio a Sanremo e Canada”

Un incidente a Memo Remigi “Addio a Sanremo e Canada”

VARESE In sella stava percorrendo la strada che porta da Luvinate a Varese quando, all’altezza del tennis club di Casciago, è finito contro un’auto che gli avrebbe tagliato la strada. Brutta avventura per Memo Remigi, autore ed interprete di Varese Va, inno del mondiale di ciclismo 2008. «Erano circa le 18.30 di sabato e, approfittando della temperatura mite, stavo facendo un giretto in moto. Non dovevo andare da nessuna parte, ero uscito con il solo scopo di ricaricare un po’ la batteria della moto. A un certo punto, però, mi sono trovato di fronte un automobilista uscito dalla strada del tennis club. Ho tentato di frenare per cinque metri circa, ma non c’è stato niente da fare. Con il casco gli ho sfondato il parabrezza dell’auto. Poi sono caduto per terra, rompendomi la tibia e strappandomi il nervo del pollice destro». Il conducente dell’auto è uscito dalla vettura, bianchissimo in volto. Probabilmente, a causa dello shock, non si è accorto che quello davanti a lui era il famoso artista. «Non credo mi abbia riconosciuto anche perché io indossavo il casco. Lo guardavo ed era bianco come uno straccio – continua Remigi che è stato subito portato all’ospedale del Circolo dove è stato operato alla tibia – Non mi hanno

ingessato, ma messo un chiodo, quello che si chiama “chiodo fisso”. La gamba, però, non può sopportare il peso del corpo e quindi devo stare in completo riposo per un mese circa».Il primo pensiero è stato di sollievo: l’incidente, infatti, poteva avere conseguenze peggiori. Subito dopo, però, l’artista ha pensato agli impegni di lavoro che avrebbero dovuti essere rimandati. «Dovevo andare a Sanremo per “La notte dell’addio” di Battiato. Si tratta della stessa canzone che ha cantato Iva Zanicchi al Festival di Sanremo del 1966. Io ho composto la musica e proprio quella canzone era stata scelta per la serata dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia (la canta Luca Madonia e Franco Battiato dirige l’orchestra). È una canzone bellissima. Ci tenevo ad andare, tanto più dal momento che ero invitato da Battiato in persona. Poi avevo un contratto firmato per una tournée in Canada, alle cascate del Niagara, dal 24 febbraio con rientro al primo marzo. Dovevo andare insieme a Povia, Fausto Leali, Jalisse, Max Masi e Gianni Nazzaro. E mi salta anche questo». Dall’accaduto, il compositore ha tratto un insegnamento: «Nei periodi densi di impegni bisogna stare attenti a non fare stupidate, anche se io non ho fatto proprio nulla per andarmela a cercare, andavo piano». Adriana Morlacchi

s.bartolini

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