VARESE (m.tav.) Chi è veramente la Gioconda? Questa è una delle tante domande che hanno occupato studiosi di arte per secoli. E c’è chi dice che sia anche lo stesso Leonardo in versione femminile. Una sorta di autoritratto. «L’unica cosa certa – spiega Graziano Ballinari – è il significato del suo sorriso. Ride, perché prende in giro tutte le persone che la vanno a a vedere ogni anno, milioni di persone, e non sanno che è un falso». Ballinari, gestore dell’osteria Cose di altri Tempi, ha dato il via alla ricerca della vera Gioconda quella che, secondo la ricostruzione del furto che si tramanda da generazioni in Val Veddasca, sostiene che i veri ladri sarebbero i fratelli Vincenzo e Michele Lancellotti, e che l’originale sottratto al Louvre non avrebbe mai abbandonato il nascondiglio sui monti. Venerdì sera, accompagnato dalla musica del gruppo “Fausto e i Giocondissimi”, Ballinari ha
raccontato la leggenda, evitando si svelare solo il luogo esatto dove si nasconde l’opera rubata dai Lancellotti. Alla fine della serata, i clienti hanno avuto in omaggio una cartolina d’epoca, di inizio secolo scorso, raffigurante Monna Lisa.E del mistero della Gioconda, con l’avvicinarsi del centenario del furto, che ricorrerà il 22 agosto 2011, sta attirando l’attenzione di molti studiosi. Intanto, venerdì sera la serata ha visto anche la ricomposizione del gruppo “Fausto e i Giocondissimi”, nato agli inizi degli anni ’80, e formato da Fausto, cantante, Maurizio, fisarmonica, Tonino, chitarra, ed il coro formato da Fabrizio, Giovanni e Graziano. Quest’ultimo il Ballinari, autore di buona parte dei testi, ovviamente a sfondo erotico e satirico, delle canzoni. Ed i più assatanati del gruppo sono proprio i più anziani, Graziano Maurizio e Tonino, i quali alla veneranda età media di 70 anni, ballano, saltano e corteggiano le donne meglio dei ventenni.
s.bartolini
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