NEW YORK Apple, e in particolare l’ultimo dei suoi gioielli tecnologici, l’iPad, sarebbero la causa della perdita di migliaia di posti di lavoro negli Stati Uniti. A sostenerlo dalle file dei democratici è Jesse Jackson Jr. (figlio dell’ attivista per i diritti civili), che punta il dito contro il tablet di Steve Jobs. Lo spunto per l’accusa arriva dal fallimento di Borders, una catena di librerie molto diffusa negli Stati Uniti. Proprio in queste settimane molti dei suoi punti vendita stanno svendendo tutto e liberando i locali. «Perché andare in libreria? Basta comprare un iPad e scaricare il libro, il quotidiano, la rivista», ha detto Jackson.Nel suo discorso il membro del Congresso degli Stati
Uniti ha anche citato l’iniziativa della Chicago State University, che ha fatto parlare di sé per avere deciso di sostituire i libri di testo con gli iPad. «Che cosa ne sarà delle case editrici e dei lavori nel mondo dell’editoria? In un futuro non troppo lontano questi lavori non esisteranno più», ha aggiunto. La forte critica di Jackson tocca anche la produzione del tablet, che avviene «in Cina, e non qui negli Stati Uniti».Tra le reazioni raccolte dal sito di news Huffington Post, quella del giornale «Business Insider» sottolinea che «Jackson ignora tutta la ricchezza che l’iPad ha creato negli Stati Uniti e il fatto che attorno all’iPad sono nati tantissimi tipi di lavori differenti».
a.cavalcanti
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