Le pagelle di Damiano Franzetti
Passera 5 Quando la regia passa da Childress a Marco la differenza balza all’occhio, anche per colpa degli altri. L’istinto e la voglia gli fanno trovare qualche bel guizzo in difesa e un paio di canestri ma la squadra gli si inceppa tra le mani. E quando ha palloni buoni da lontano mostra tutti i suoi limiti al tiro.
Galanda 6,5 Come si fa a giudicare un giocatore che gli arbitri lasciano in campo la pochezza di 12’, nel quale arrivano 10 punti, 5 rimbalzi e 2 assist? Al quinto fischio avverso perde le staffe, ma non sapremmo davvero come dargli torto.
Gergati 6,5 Appare impaurito quando le cose vanno bene. Poi, con la palla che diventa pesante, comincia a lasciare tracce importanti sulla partita: segna, prende falli, si butta a recuperare palloni. Ma non può girarla lui.
Martinoni 5,5 Cava dal cilindro un paio di spunti buoni ma in partite come queste emerge anche tutta la sua inesperienza. Pillastrini lo sa, prova a utilizzarlo con parsimonia ma non riesce a spremergli quelle giocate di classe viste in altre occasioni.
Cotani 5 Cade nel tranello del fallo tecnico (fischiato da un arbitro lontano mentre Simone si era già chiarito con quello che aveva sanzionato la penalità) proprio nel momento in cui stava sopperendo con i balzi sotto canestro e l’energia in difesa a una giornata-no in attacco.
Nikagbatse 5 Ha tre volte tra le mani il pallone dell’ennesimo allungo ma in ogni occasione sbaglia il tiro dall’arco con i piedi per terra. Errori che alla lunga peseranno sul risultato. Trova anche qualche buona soluzione ma fatica su un Valenti carico a molla.
Lauwers 6 Se il trattamento riservato a Galanda è macroscopico, il belga nel suo piccolo non è che se la sia passata meglio: cinque falli anche per lui, che esce con gli occhi sgranati e la rabbia di chi avrebbe voluto fare di più.
Childress 7 Parte come un razzo e viene fermato solo da una ginocchiata che non gli permette di concludere un primo quarto fantastico. Tiene ancora botta fino all’intervallo, quando Cioppi gli mette addosso Filloy appiccicato a mo’ di adesivo. Nel finale qualche guizzo arriva comunque, ma questa volta non riesce a dispensare miracoli.
Dickens 6,5 Non trova mai le fiammate che lo contraddistinguono ma paradossalmente risulta continuo e utile, sia a rimbalzo sia nel contenere Lollis con cui in parte si annulla. Un solo appunto: con Childress e Galanda in panchina avrebbe dovuto essere un po’ più incisivo.
e.romano
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