Malpensa, cinque ovulatori arrestati dalla finanza

Malpensa Cinque corrieri della droga bloccati a Malpensa in sette giorni dagli uomini della guardia di finanza della compagnia aeroportuale: l’ultimo è stato fermato ieri mattina. L’ex hub della brughiera si conferma la principale porta d’accesso per l’importazione area di droga in tutto il nord Italia. I finanzieri, però, hanno intensificato ulteriormente i controlli in particolare sui passeggeri in arrivo o in transito dalle così dette rotte sensibili individuate in modo particolare su voli in atterraggio da paesi sudamericani.Gli arrestati sono due donne, entrambe nigeriane di 27 anni in arrivo da Amsterdam e da Bruxelles, e tre uomini: un liberiano di 43 anni in arrivo da Lisbona, un argentino di 26 anni in arrivo da La Romana (Repubblica Dominicana) e un brasiliano trentenne, l’ultimo fermato, che non ha ancora completato l’evacuazione degli ovuli trasportati nella cavità intestinale. A quest’ultimo va assegnata la palma dell’originalità: se nei primi quattro

casi gli ovulatori si sono limitati a dire di non aver nulla da dichiarare durante i controlli dopo l’atterraggio, l’ultimo corriere avrebbe dichiarato di essere arrivato in Italia per assistere alla beatificazione di Giovanni Paolo II domenica primo maggio in Vaticano. Peccato che il corriere avesse la valigia praticamente vuota, pochi soldi in tasca, ma molti ovuli nell’intestino. Gli atri quattro corriere hanno invece trasportato complessivamente 201 ovuli ricolmi di cocaina purissima per un peso totale di quasi tre chilogrammi e mezzo di stupefacente.Tutti sono stati sottoposti a controllo radiologico nella struttura sanitaria-detentiva S1 di Malpensa. Sempre qui i corrieri hanno espulso gli ovuli senza mai entrare in contatto con “civili” come invece accadeva sino a qualche mese quando trafficanti e normali pazienti si ritrovavano a tu per tu al pronto soccorso dell’ospedale di Gallarate. Tutti i corrieri sono stati rinchiusi in strutture detentive a disposizione dell’autorità giudiziaria.

f.artina

© riproduzione riservata