Roma, 28 giu. (TMNews) – Scatta l’aumento graduale dell’età di
pensionamento delle donne sia pubbliche che del settore privato
fino a arrivare a 65 anni nel 2020. E’ quanto prevede la bozza
della manovra economica del governo. Ipotesi smentite dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che le ha giudicate “infondate”.
A partire dal 2012 il requisito anagrafico di sessanta anni viene aumentato di un anno e le lavoratrici potranno lasciare il lavoro a 62 anni. Tali requisiti anagrafici sono ulteriormente incrementati di un anno, a partire dal primo gennaio 2014, e poi un anno ogni biennio fino ad arrivare a 65 anni nel 2020.
Le donne che hanno maturato entro il 31 dicembre 2011 i requisiti d’età e di anzianità contributiva previsti dalle norme vigenti avranno il diritto ad andare in pensione secondo le vecchie regole.
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