ROMA Dopo la manovra si deve dar vita a «una rivoluzione liberale» che abbatta il «peso dello stato centralista», attraverso il federalismo. Lo ha detto il capogruppo della Lega Nord alla Camera, il varesino Marco Reguzzoni, durante le dichiarazioni di voto sulla manovra alla Camera.«Il rischio della speculazione – ha detto Reguzzoni – ci ha costretto ad assumere una grossa responsabilità con una manovra approvata in tempi record», grazie «al monito del Capo dello Stato e al contributo delle opposizioni»; una situazione questa, «che non dovrebbe essere l’eccezione ma la pratica quotidiana», specie «in un Paese come il nostro che ha davvero bisogno di riforme».Reguzzoni ha poi rivendicato alla Lega il merito delle modifiche introdotte alla manovra, come quella sulle pensioni e sul risparmio e sul patto di stabilità interna: «per la prima volta viene introdotto il criterio della virtuosità degli
enti locali» e «comuni e regioni non saranno più tutti trattati allo stesso modo: chi si comporta bene sarà premiato e chi spreca sarà punito».Però, ha proseguito il capogruppo della Lega Nord, «l’azione del governo non deve fermarsi qui», e dopo «misure straordinarie per un momento straordinario» occorre varare «riforme strutturali». «Da domani – ha insistito – deve partire il cammino per riformare davvero il paese», partendo innanzi tutto «dall’alleggerimento del peso dello Stato». «Serve la rivoluzione liberale dello Stato – ha aggiunto – una rivoluzione contro norme vessatorie verso le imprese».«Oggi abbiamo una moneta forte e una economia debole – ha aggiunto Reguzzoni – ed è ora di rendere forte l’economia liberandola dal peso dello Stato centralista. L’unica risposta è il federalismo – ha concluso – noi siamo stati mandati qui per questo e lotteremo per realizzare quanto promesso».
m.lualdi
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