VARESE – Un giovane di 21 anni, di nazionalità tunisina, è stato condannato dal tribunale di Varese a un anno di reclusione per atti persecutori ai danni di una commessa di 23 anni. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Letizia Bibbiani.
Secondo quanto ricostruito in aula, il giovane si sarebbe appostato per settimane davanti a un negozio di piazza XX Settembre, osservando la ragazza durante il lavoro. Il comportamento si sarebbe protratto per circa due mesi, fino a un episodio avvenuto il 21 agosto, quando l’uomo avrebbe seguito la donna e tentato un approccio.
La vittima ha chiesto l’intervento della polizia. Il giorno successivo, il 21enne è stato fermato nuovamente nei pressi del luogo di lavoro ed è stato arrestato. Nel corso del procedimento è emerso che, dopo la scarcerazione, non avrebbe accettato il braccialetto elettronico e si sarebbe reso irreperibile.
Il giudice ha subordinato la sospensione condizionale della pena alla partecipazione a un corso di recupero di dodici mesi per autori di condotte persecutorie. È stato inoltre disposto un risarcimento di duemila euro in favore della parte civile.
Il pubblico ministero Monica Crespi aveva chiesto una pena più elevata, sostenendo la presenza di reiterate molestie tali da generare nella vittima uno stato di ansia e paura.
La giovane ha riferito in aula di aver modificato le proprie abitudini quotidiane per timore di ulteriori contatti. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Gianmarco Piras, aveva invece chiesto l’assoluzione, sostenendo l’assenza di condotte persecutorie abituali.












