VARESE Benzinai sul piede di guerra con il governo e automobilisti arrabbiati per i continui rincari del carburante. Non c’è pace, insomma, né per gli utenti, né per i gestori. Tutto questo mentre i prezzi di benzina e gasolio hanno ripreso a salire, con la verde che ieri mattina è tornata a un soffio dalla soglia di 1 euro e 40 centesimi al litro, mentre il gasolio è rincarato fino a superare 1 euro e 27 centesimi al litro. Aumenti che hanno alimentato più di un sospetto, viste le circostanze. E scatenato anche l’immediata reazione delle associazioni dei consumatori. Una situazione che si fa critica anche in provincia di Varese dove, complice il franco arrivato a quote stellari, è sparita anche la tradizionale camera di compensazione del pieno nel vicino, per non dire vicinissimo, Canton Ticino. La beffa è servita, insomma. Perché il franco svizzero, forte come non mai, rende assolutamente inutile la “fuga” ai distributori oltre dogana. La divisa elevetica, infatti, ieri era quotata a 1,2918 contro l’euro. E i conti sono presto fatti. Mediamente, infatti, un litro di benzina oltre confine
costa qualcosa come 1,67 franchi al litro, che tradotto significa 1,27 euro. Riferimento che fa il paio con le quotazioni italiane. Dove la benzina oscilla, si fa per dire, tra 1,392 e 1,399 euro al litro e il diesel tra 1,252 e 1,274. Ecco dunque che, sottratti i vantaggi della carta sconto benzina (che per i residenti entro i 10 chilometri dalla fascia di frontiera rappresenta un bonus di 0,18 centesimi il litro e di 0,10 centesimi, fino a 20 chilometri) rendono inutile, se non controproducente, il pieno oltrefrontiera. La convenienza nel ramo benzina, infatti, scompare. Con “risparmi” nei casi migliori di nemmeno un euro a pieno. Migliora qualche cosa, per le tasche del consumatore, prendendo in considerazione il gasolio. Anche se il gioco – per coloro i quali non abitano direttamente sulla linea di confine – non vale il viaggio in Ticino. Si arrabbiano gli automobilisti, ovvio, ma sono tutt’altro che sereni i gestori. Che anche dal Varesotto accusano le compagnie di «abbandonare gli investimenti e smobilitare, oltre a scaricare duramente sull’anello finale della filiera tutte le contraddizioni del sistema». Alessio Pagani
s.bartolini
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