VARESE (m.tav.) “Va a laurà barbùn”. Esplicito come non mai, questo sarà lo slogan di chi non vuole festeggiare l’unità d’Italia. E per l’occasione potrà anche indossarlo. La scritta è una delle tante che compare su una nuova linea di magliette, realizzate a Varese, che riportano il marchio di Stile Insubre.
Un marchio che in questi anni si è fatto conoscere, tanto da partecipare alle ultime due edizione del Festival dell’Insubria di Varese. Slegato da logiche politiche, il marchio vuole però proporre magliette che inneggino all’identità insubrica. Tanto da elaborarne una nuova ogni mese. Il debutto nel giugno del 2009 con “Insubrian style”, per lanciare la novità del vestiario, subito seguita a luglio con “Amis magna mea i mei radis”, e la riproduzione di un albero che mette radici e segna l’identità. Fino ad arrivare alla fine del 2009 con “Si, stile insubre”. Non solo magliette per uomini, ma anche per donne. E di queste la più caratteristica è senz’altro “Tusa fusa”. Nell’arco del 2010 gli slogan si sono fatti più battaglieri, ed è così stata creata quella con “Ul duman l’è incoo”, il domani è adesso, e quella che riproduce le bandiere delle terre che fanno parte dell’Insubria, ovvero la bandiera della Lombardia, del Piemonte e del Canton Ticino.
Il 2011 è l’anno del 150esimo dell’unità d’Italia. E le magliette non potevano non sentirne il richiamo. Ed è così che sulla pagina Facebook dell’ideatore è stata presentata la novità con la scritta “Va a laurà barbùn”, con un invito a chi la volesse acquistare: «Il 17 marzo farà caldo e si potrà indossare questa maglietta». E
sempre quest’anno sono state varate due magliette identitarie, che di sicuro non hanno niente a che fare con l’Italia. Dalla classica “Varès” all’indumento in grigioverde “7° battaglione padano fanteria”. Non solo magliette, ma anche felpe. Con slogan sempre duri. “Se gh’eet de vardà?” e come stemma è stato creato un pugno con sotto scritto “Pagura da nagott”.
Insomma, per chi non vorrà festeggiare l’unità d’Italia, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tutte le magliette, ma anche la storia dell’Insubria ed altre curiosità si possono vedere sul sito www.stileinsubre.altervista.org.
e.marletta
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