VARESE Edilizia, un «settore da rilanciare». Non un slogan, piuttosto un impegno su cui lavorare per la Feneal-Uil, anche e soprattutto in provincia. Senza velleità secessioniste, la proposta è quella di istituire un Albo provinciale delle aziende edili (con i dovuti requisiti di idoneità) da cui poter attingere per scegliere le ditte a cui affidare i lavori: una sorta di accordo istituzionale per “appalti a km 0”. «Siamo preoccupati per i forti ribassi nelle gare pubbliche che rendono le aziende locali sempre meno competitive, sebbene assolutamente professionali», dichiara Antonio Massafra, segretario generale Feneal-Uil Varese. «La nostra provincia ha bisogno di uno slancio. Questo sarebbe un modo per ”proteggere” i lavoratori e le imprese locali e garantire il buon esito dei lavori ai
vari enti pubblici. Per gli appalti dove si può ricorrere alla licitazione privata, sarebbe un modo per essere certi della durata del cantiere e non assecondare l’universo dei subappalti a catena, non certo a vantaggio dei lavoratori». Il settore non brilla in provincia: cresciuto a dismisura anni fa, negli ultimi due anni ha subìto un calo del 20-25 per cento. Siano imprese dell’industria o artigiane, il numero delle presenze in Cassa edile è, in ogni caso, diminuito: dal biennio 2009-2010 al successivo 2010-2011, si registra un calo di 155 realtà produttive (44 nel settore dell’industria e 111 tra le artigiane). Da 2.117 imprese a fine 2009, il conteggio a chiusura 2010, è stato di 1.962, con un saldo negativo di 155 unità.
m.lualdi
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