VARESE Varese come il Giappone, sfilano le geishe dell’alta moda. L’idea di trasformare il nostro Lago in un set fotografico è del photo editor torinese Paolo Ranzani, che ha in mente di realizzare una serie di scatti nei luoghi più belli della provincia, per «rivederli sotto una nuova luce – spiega – luoghi normali e anonimi come una desolata riva del lago di Varese possono trasformasi e prende vita diventando set fotografico e cinematografico.
Il gioco è riscoprire insieme alle mie foto un «non luogo», un posto che è sotto gli occhi di tutti ma nessuno aveva mai notato».
Un po’ come l’artista statunitense Christo ricopre edifici nascondendoli al quotidiano passaggio per poi riscoprirli e riguardarli come se avessero luce nuova. «Io contamino questi luoghi con una serie d’immagini di moda molto potenti, tanto da disorientare il lettore che non credere siano gli stessi luoghi già conosciuti».
Il progetto, che si comporrà di altri scatti tra cui una Maria Antonietta ai Giardini Estensi e servirà a rilanciare il nostro territorio, ha però un obiettivo più ampio. «Visto che molti photo editor pensano che i luoghi italiani (e i fotografi italiani) non siano molto cool e per nulla affascinanti da finire sulle pagine delle grandi riviste di moda – sottolinea -, io vorrei poter dimostrare l’esatto contrario, non è il luogo ma è come lo si riesce a riprendere e trasformare. Renderli incantati e onirici ma incredibilmente veri e reali perché non saranno set costruiti da abili scenografi, come spesso accade nei redazionali, ma bensì i luoghi di pregio della provincia Italiana». Per il primo set è stato scelto il lago di Varese che si è prestato alla reinterpretazione del film Memorie di una geisha. Dal risultato, e se non sapessimo che si tratta del Lido della Schiranna, si potrebbe pensare davvero che le foto siano state scattate in Giappone. Immaginiamo solo l’espressione di chi ha avuto la fortuna di passare di lì al momento degli scatti.
e.marletta
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