VARESE Conciati per le feste da influenza e svariati malanni provocati dal freddo, sono centinaia i varesini costretti a letto in questi giorni.In città il virus influenzale di quest’anno è stato isolato per la prima volta il 6 dicembre scorso grazie a un tampone effettuato da uno dei medici sentinella su un uomo di 38 anni che presentava tutti i sintomi clinici tipici dell’influenza: febbre e difficoltà alle vie respiratorie affiancate da dolori diffusi. Ma il contagio corre veloce e ha già raggiunto livelli di tutto rispetto: nell’ultima settimana i dati ufficiali di Influnet per il nostro territorio stimano la diffusione del virus a 2,5 casi su mille abitanti. Significa che almeno 250 varesini oggi sono costretti a passare la giornata sotto le coperte e lo stesso fanno altri duemila cittadini residenti nel Varesotto. «Ormai la curva cresce rapidamente, in media dello 0,7 o 0,8 punti ogni settimana – spiega Aurelio Sessa, medico sentinella varesino e presidente lombardo della Simg (società scientifiche della medicina generale) – In Gran Bretagna nell’ultima settimana i contagi sono più che raddoppiati e i morti oltre la Manica sono già una ventina. Certo
non è il caso di allarmarsi – aggiunge – ma è opportuno stare allerta per evitare prevedibili e pericolose complicazioni soprattutto per le persone più deboli e quindi più esposte a rischio». Tra questi ci sono certamente gli anziani ultra sessantacinquenni e i malati cronici che però dovrebbero essere tutelati dalla campagna di vaccinazione a loro garantita gratuitamente, tanto che in questa fascia di età il contagio è ridotto a meno di un decimo (parliamo dello 0,2 per mille) rispetto alla media riferita alla popolazione. In pratica l’opposto di quel che accade a bambini e ragazzi da zero a quattordici anni: qui il contagio è il doppio rispetto alla media e ha già raggiunto il 5 per mille nonostante le scuole siano già chiuse da qualche giorno. Anzi, proprio le tradizionali riunioni di famiglia attorno alla tavola imbandita potrebbero essere facili occasioni di contagio. Per evitarlo i buoni consigli sono quelli di sempre, basati sul rispetto delle buone norme igieniche come lavarsi spesso le mani, evitare di assaggiare cibi o bevande da posate, bicchieri e piatti altrui, coprirsi bene e utilizzare fazzoletti di carta, rigorosamente monouso.Lidia Romeo
s.bartolini
© riproduzione riservata












