VARESE Piovono da Varese cartelle esattoriali. Che non sono dirette soltanto ai varesini, anche se arrivano dal comando di polizia locale del capoluogo nella casetta delle lettere di chi è stato beccato a violare qualche norma del Codice della Strada nel territorio comunale. Il che non sarebbe nemmeno fuori norma, se non fosse che spesso e volentieri le multe sono già state pagate, e le suddette cartelle vanno pertanto annullate: quest’anno gli errori nell’inserimento dati hanno fatto triplicare le richieste di pagamento non dovute che da una cinquantina che erano sono diventate quasi 150. La richiesta di annullamento deve essere presentata dal diretto interessato all’ufficio verbali di via Sempione. Il bug nel sistema nel frattempo è stato individuato. Le cartelle vengono inviate da Equitalia per conto del Comune con l’obiettivo di provvedere alla riscossione, quando anche in seguito al sollecito dei vigili il multato continua a non pagare; da quanto hanno riscontrato amministratori e dirigenti comunali – che in questi giorni hanno cercato di far luce sulla faccenda – la responsabilità non va attribuita ad Equitalia. Si è trattato piuttosto di incongruenze di compilazione dei moduli negli uffici del comando di polizia locale. «Le cartelle pazze sono dovute in parte a un errore informatico e in parte anche ad errori umani», spiega l’assessore al bilancio Ciro Grassia. In pratica, una parte sia pur marginale del totale dei multati è rientrata
erroneamente tra i (tanti) non paganti, quando invece gli stessi avevano provveduto in tempo utile ad effettuare il pagamento della sanzione. «L’iter che seguiamo per la riscossione è stato modificato da quando sono arrivato in assessorato – racconta Grassia – in precedenza la gestione dei ruoli era molto rallentata e c’era il rischio che una parte delle multe finisse in prescrizione. Dipende anche dal fatto che tra i vigili ci sono pochi amministrativi. Adesso si manda a casa un sollecito di pagamento se la multa non viene pagata direttamente con il foglietto rosa che si trova sul cruscotto. Se nemmeno quello viene pagato procediamo mettendo “a ruolo” e chiediamo ad Equitalia di procedere alla riscossione». Di solito il passaggio dal Comune ad Equitalia avviene circa un anno dopo la redazione del verbale, e la cartella esattoriale arriva un paio d’anni dopo. Nei vari passaggi da un ufficio all’altro però capita che qualche pezzo di informazione si perda per strada o che un certo passaggio amministrativo, visto che si cerca di farli il più rapidamente possibile, arrivi in ritardo rispetto alla partenza di quello successivo; ecco perché delle circa 5 mila cartelle esattoriali emesse quest’anno per un valore di circa 930 mila euro ne sono state inviate circa 150 che non hanno ragion d’essere. L’invito della polizia locale in questi casi è di recarsi al comando presentando la ricevuta del pagamento.Francesca Manfredi
s.bartolini
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