VARESE La “suina” non accenna ad arrestare la sua corsa e anzi nell’ultima settimana ha fatto registrare un’ulteriore impennata dei contagi tanto che nel fine settimana tutte le strutture sanitarie di emergenza, dalla guardia medica ai reparti di pronto soccorso, sono stati letteralmente presi d’assalto da centinaia di pazienti. I disagi maggiori probabilmente si sono avuti al Circolo dove una ventina di persone, in attesa che si liberassero dei posti letto nei reparti per il ricovero, hanno dovuto passare la notte sulle barelle del pronto soccorso sistemati tra sale mediche e corridoi. E per tre di loro le notti passate in ps sono state addirittura due, a cominciare da sabato sera. I sintomi sono sempre gli stessi: la febbre alta che in poche ore sale sino a 38 e mezzo e anche oltre, dolori articolari diffusi e, soprattutto, problemi più o meno gravi alle vie respiratorie. Sono i sintomi dell’influenza stagionale, il temuto virus A/H1N1 che nell’ultima settimana ha prepotentemente scavalcato la concorrenza fatta di altre sindromi para-influenzali, tanto che ormai il 60% dei tamponi operati dai medici sentinella della città danno come risultato l’influenza suina. La battuta di arresto nei contagi registrata due settimane fa poteva far intendere che il peggio era passato e invece no, si trattava solo di una fortunata coincidenza dovuta
alla prolungata chiusura delle scuole e a qualche precipitazione. «Il peggio deve ancora venire», avverte Aurelio Sessa, medico sentinella varesino e presidente lombardo della Simg (società scientifiche della medicina generale) annunciando un nuovo picco dei contagi entro la metà del prossimo mese di febbraio. «I dati raccolti ci permettono di stimare in circa 600 i nuovi contagi di influenza registrati nella sola città di Varese, con un incremento significativo attorno al 6 per mille –aggiunge – e d’altra parte anche nel resto d’Europa il trend è in continua crescita anche se si sono raggiunti livelli di contagio maggiori in paesi come Irlanda Gran Bretagna e Norvegia, tra l’otto e il dieci per mille».Intanto già nel fine settimana le strutture sanitarie di continuità assistenziale e di pronto soccorso sono state sommerse da centinaia di richieste di intervento: 245 quelle che si sono rivolte al pronto soccorso di via Guicciardini dalle nelle 30 ore comprese tra le 8 di sabato mattina e le due del pomeriggio di domenica. Nello stesso periodo di tempo la guardia medica di via Dunant ha ricevuto 152 richieste di intervento. Una media di cinque persone ogni ora e quindi di 12 minuti a disposizione per ogni paziente «che sono pochissimi», commenta Antonio D’Onofrio, medico di guardia nella mattinata di ieri.Lidia Romeo
s.bartolini
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