VARESE «Eternit a cielo aperto vicino alle macchine con i bambini», ha denunciato domenica il varesino Mario Carabelli dopo una passeggiata al Campo dei Fiori, aggiungendo: «Qualcuno ha anche segnalato il pericolo con del nastro come se questo basti a fermare le polveri…». Mentre qualcuno continua ad approfittare delle zone periferiche per dare libero sfogo alla propria inciviltà, sul fronte cittadino è arrivato in contemporanea il risultato della mappatura dell’eternit ancora presente negli edifici scolastici: tutto rimosso all’interno, restano da valutare gli interventi per sottotetti e isolanti delle tubazioni interrate.A partire dall’abbandono, ancora presente come testimonia l’ultima delle segnalazioni arrivate, si tratta di un problema che esiste in quasi tutte le zone boschive e meno densamente abitate di Varese. A rischio costante sono soprattutto la zona della Bevera, quella di viale Valganna, e in qualche caso alcune aree meno periferiche ma altrettanto poco frequentate. «Siamo noi a transennare l’amianto quando lo troviamo abbandonato», spiega Fausto Gambaro delle Guardie ecologiche comunali. «Non siamo noi però a doverlo portare via, se ne possono occupare soltanto le ditte specializzate». La procedura per rimuoverlo prevede passaggi preventivi allo spostamento fisico delle lastre di eternit, a partire dal trattamento con sostanze per bloccare la dispersione delle fibre di amianto nell’aria. «A Varese ne troviamo spesso e un po’ dappertutto – conferma il capo delle Gev – anche se
come tutti i rifiuti abbandonati si trova più facilmente nelle zone isolate». Anche ad Aspem capita di trovarne negli angoli più e meno nascosti, confermando il rischio per la zona della Bevera. «A volte ci chiamano anche i cittadini per segnalarcele ma non siamo autorizzati a prelevarle – spiega il presidente William Malnati – anche noi dobbiamo avvisare il Comune che poi contatta le ditte incaricate».Sul fronte degli edifici comunali invece è stata consegnata ieri mattina la relazione finale della mappatura su 42 scuole, tra materne, elementari e medie. La parte interna è completamente bonificata, mentre restano alcuni sottotetti e tubature. «La criticità che abbiamo individuato nel comune di Varese – spiega l’assessore ai lavori pubblici Gladiseo Zagatto – non sta tanto nella sicurezza per chi usa abitualmente gli edifici ma nel caso ci siano da fare interventi di manutenzione o riparazione sì». In parole povere, a rischio non sono maestre e bambini ma gli operai che andassero a sistemare quello che si rompe. «Il grosso della bonifica era stato fatto nei primi anni ‘90. Abbiamo speso circa 500 mila euro negli ultimi tre anni per sistemare le situazioni rimaste aperte e ritenute prioritarie, adesso restano gli interventi sulla parte esterna di alcuni edifici». Non ci sarebbe alcun rischio però per chi utilizza gli edifici, secondo i rilievi fatti dai tecnici. Francesca Manfredi
s.bartolini
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