Caldo, ottanta persone in ospedale Il Comune: “Non usate l’auto”

Caldo, ottanta persone in ospedale Il Comune: “Non usate l’auto”

VARESE – Ancora tanto caldo, livelli di ozono elevati e il pronto soccorso del Circolo preso d’assalto nella seconda parte del pomeriggio da ondate di persone in difficoltà o scompensate proprio per colpa di un sol leone troppo intenso e tardivo rispetto al tipico clima prealpino.

Di solito le giornate critiche del reparto di emergenza di via Guicciardini si concentrano sul lunedì mattina. Questa settimana invece no, i guai di sovraffollamento sono iniziati nel tardo pomeriggio, al termine di una giornata particolarmente calda e senza vento: 80 le persone che hanno chiesto aiuto al triage del pronto soccorso nel giro di tre ore nel pomeriggio di lunedì lamentando diversi malori, spesso riconducibili al caldo. Oltre a due embolie polmonari e ad alcuni infarti, non necessariamente legati alle temperature elevate, tantissimi gli anziani scompensati che hanno trovato soccorso, e anche un po’ di refrigerio in ps. Per alcuni di loro si è reso necessario il ricovero ma i posti letto a disposizione nei reparti non bastavano ad accoglierli tutti e così per alcuni è stato necessario trascorrere la notte sulle barelle del reparto di emergenza per poi essere trasferiti solo nella giornata di ieri, tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, dopo il giro di dimissioni, nei reparti di medicina e internistica. L’ondata di malessere si è ripetuta poi anche nel pomeriggio di ieri, con minore intensità di accessi rispetto a lunedì ma creando comunque code al triage.

A mettere in difficoltà i varesini più deboli, soprattutto anziani e cardiopatici non sono solo le temperature eccezionali (la colonnina di mercurio anche ieri ha raggiunto i 34,9 gradi, un punto in più rispetto a lunedì) e l’afa, provocata non tanto dal tasso di umidità ma dalla quasi totale assenza di vento. La combinazione di questi fattori favorisce l’accumulo di ozono al suolo, con tutto ciò che ne consegue. «Oltre a irritare le mucose di chi fa sport o lavora all’aperto, l’ozono riduce anche la capacità polmonare provocando affanno soprattutto nei soggetti deboli o

predisposti, anziani e malati cronici – ricorda il meteorologo di Meteo Varese, Gianluca Bertoni – l’ozono è un potente ossidante e danneggia anche alcune colture, dalla vite alle patate». Per tutte queste ragioni proprio ieri l’assessore comunale alla tutela ambientale, Stefano Clerici, ha invitato la cittadinanza a «contribuire alla riduzione delle concentrazioni di ozono limitando l’uso di autoveicoli e motocicli», e sollecitato controlli più intensi sul rispetto dei limiti della velocità da parte della Polizia locale. Inoltre l’assessore raccomanda di «limitare l’attività fisica all’aperto nelle ore calde della giornata e in vicinanza delle sedi viabilistiche».

Sul fronte ozono le condizioni più critiche si registrano in ogni caso nel sud della provincia dove le centraline hanno già registrato il secondo giorno consecutivo di sforamento della «soglia di informazione» fissata in 180 microgrammi per metro cubo. Peggiore la situazione di Saronno, dove l’ozono ha superato tale concentrazione già da tre giorni, mentre va un pochino meglio a Varese, dove la situazione nell’ultima rilevazione è rimasta di un soffio sotto al limite: «Tutto grazie a delle piccole lievissime brezze da nord che spazzano le prealpi respingendo verso la pianura l’inquinamento, principale responsabile della concentrazione di ozono assieme al caldo – spiega Bertoni – altri fattori importanti sono la presenza di spazi verdi, che ostacolano il processo di distruzione dell’ozono e la forte radiazione solare».
Lidia Romeo

e.besoli

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