Varese, per chimica e plastica il peggio sembra passato 

Varese, per chimica e plastica il peggio sembra passato 

VARESE La ripresa c’è, anche per chimica e plastica, ma richiede tempo. Parola di una ricerca, presentata ieri in un incontro ospitato nella sede varesina della Banca popolare di Bergamo, a cui hanno partecipato i vertici dell’istituto di credito e dell’Unione industriali della provincia di Varese, oltre ai rappresentanti di oltre cento imprese attive sul territorio.A fotografare la situazione l’unità di business intelligence di Centrobanca, la corporate e investment bank del gruppo Ubi, su un campione di 81 aziende, di cui 26 appartenenti al settore dei prodotti chimici e 55 rientranti in quello di produzione della gomma plastica. Tutte imprese attive in provincia e che nel 2011 arriveranno a fatturare 2,5 miliardi di euro. «Non tutto

il terreno perso durante la fase di recessione è stato recuperato – ha spiegato Pio De Gregorio, autore dello studio -, rimane ancora un gap ampio che potrà essere recuperato solo in 36 mesi». «La situazione pur non essendo rosea è abbastanza buona – hanno sottolineato Andrea Melgrati e Vittorio Veneziani, presidenti dei due gruppi in seno all’Univa -. D’ora in avanti con l’aiuto delle banche e l’attenzione della politica, potremo dire che il peggio è passato». All’incontro hanno preso parte anche il direttore generale della Popolare, Giuseppe Masnaga e il vicepresidente Antonio Bulgheroni. Il presidente dell’Univa, Giovanni Brugnoli ha ribadito l’importanza della rete: «Questa ricerca è un ulteriore stimolo a proseguire sulla strada delle aggregazioni».

m.lualdi

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