VARESE Gloria Malfatti. Eugenio Zumin. Cesare Musatti. Flaminio Bertoni. Marco Simoncelli. Ida Marcheria. Federica Colli.
Queste sono alcune delle persone a cui i casbenatt vorrebbero intitolare il giardino di via Morselli, che si trova tra la scuola media Dante e i licei Manzoni e Cairoli. Secondo l’assessore Stefano Clerici il giardino dovrebbe portare il nome del filosofo Giovanni Gentile. Ma l’idea – che risale a una decisione presa dalla circoscrizione uno nel 2005 in una seduta in cui mancava l’opposizione – sta facendo molto discutere. Gentile, del resto, da una parte fu autore di una buona riforma scolastica, dall’altra fu un intellettuale militante della Repubblica di Salò.
«Secondo me sarebbe bello ricordare Gloria Malfatti che ha dedicato la vita ai ciechi e che lavorava con la provincia, quindi qui a Casbeno – suggerisce Tina Pizzi – Fu una donna splendida, che si impegnò per migliorare la vita dei non vedenti e che fece moltissimo sul territorio per diffondere la conoscenza del linguaggio braille. Penso che possa costituire un bellissimo esempio di impegno per i giovani».
Tina Pizzi suggerisce anche il nome di Flaminio Bertoni «che ha dato lustro a Varese lavorando nel design del marchio Citroen».
Terza ipotesi, «Ida Marcheria, sopravvissuta ad Auschwitz, una delle più grandi testimoni della Shoah – dice Pizzi – Penso che la figura di questa donna animata da rabbia e dolcezza, che durante la prigionia sognava la cioccolata, possa essere di insegnamento per gli studenti».
Secondo Alberto Franzetti, del bar Franzetti, i giardinetti dovrebbero essere intitolati a Marco Simoncelli, il pilota appena scomparso: «Si tratta di un giovane che ha seguito la sua passione fino alla fine. Era molto amato dai ragazzi e incarna un’idea positiva dello sport».
Gabriella Pastore, invece, pensa che sarebbe buona cosa ricordare l’impegno delle suore del Cottolengo: «Mi riferisco a personaggi come Suor Margherita che è ancora in vita e che è stata anche premiata per la bontà».
«Reputo l’intitolazione a Gentile discutibile, preferirei che il giardino fosse dedicato alla figura di Eugenio Zumin, un giudice di corte d’appello limpido, la cui moglie insegnava al classico Cairoli – dice Gianfranco Alloggio, un altro casbenatt – Zumin era una figura luminosa, di grande umanità e dedizione».
«E perché non Federica Colli, la giovane che è stata investita da un’auto in viale Europa, la cui scomparsa ha fatto partire una catena di solidarietà che continua dal 2003 a oggi? – suggerisce Alloggio – Penso che intitolarle un giardino sia una buona cosa perché rappresenterebbe la capacità di trasformare un evento tragico in qualcosa di positivo».
Un altro personaggio da ricordare potrebbe essere Cesare Musatti, psicologo e psicoanalista, nonché fondatore della psicoanalisi italiana. «Molti ignorano i contributi che ha dato alla psicologia – dice Alloggio – Sarebbe bello far conoscere la sua figura ai giovani. Dalle nostre parti, invece, l’unica cosa che lo ricorda è una croce di legno al cimitero del Brinzio».
Adriana Morlacchi
s.bartolini
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