Varese, Bossi in missione di pace Ma niente sconti a Terra Insubre

Varese, Bossi in missione di pace Ma niente sconti a Terra Insubre

VARESE «Il capo è venuto solo a farci un saluto, è venuto a trovare la sua segreteria provinciale. Mi ha fatto piacere che sia venuto a trovarci, ha salutato tutte le persone che sono in segreteria a lavorare, è stata proprio una bella sorpresa». Per avere un resoconto della visita che Umberto Bossi ha riservato ieri mattina alla sede provinciale del Carroccio di via Magenta tocca fidarsi delle parole di Maurilio Canton secondo cui il ministro «era sereno» e

«non è mai stato preoccupato». Il neosegretario leghista ha negato che i malumori del congresso abbiano potuto in qualche modo aver turbato Bossi. Intanto però i giornalisti sono stati tenuti a debita distanza dal Senatur e dalla sede provinciale di via Magenta. La scorta del ministro ha ricevuto disposizioni precise: «niente giornalisti», e così è stato. Nessuno si è potuto avvicinare a Bossi e chi ci ha provato è stato allontanato dietro la minaccia dell’intervento delle forze di polizia.

Uno dei primi atti compiuti da Canton come segretario provinciale è stato quello di ribadire a tutte le segreterie l’incompatibilità tra la tessera della Lega e quella di Terra insubre, riprendendo un documento del consiglio federale vecchio di un annetto: «Ho voluto ricordare la delibera del federale, che è un organo abbondantemente superiore alla mia segreteria provinciale. Ho voluto semplicemente ricordare che ci sono delle persone sopra di me che decidono anche come funziona il movimento» e a chi gli chiede se sono previste sanzioni per i trasgressori lui risponde: «Ah, no, nessuna sanzione. È per spiegare a tutti i militanti che il movimento politico Lega Nord è il movimento politico Lega Nord e se qualcuno vuole appartenere a questo movimento non può aderire ad altri».

Canton sembra imperturbabile, si irrigidisce solo quando gli si chiede conto dei numeri del direttivo, se non abbia paura di finire in minoranza: «Bisogna incominciare a chiarirci su una cosa: i membri del direttivo sono tutti militanti e tutti vogliamo la stessa cosa, lavorare sull’applicazione dell’articolo

1 dello statuto». E sulle dichiarazioni rilasciate dai delusi promette che non verranno tagliate teste: «Ma stiamo scherzando. Il nostro è un movimento in movimento e di conseguenza i militanti qualche volta hanno la possibilità di esprimersi così, va bene. Se così deve essere così sia».

<+G_FIRMA>Alessandro Madron

e.marletta

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