Brasile/ Indios Guarani chiedono a Shell di lasciare loro terra

Roma, 6 set. (TMNews) – Gli indios Guarani in Brasile hanno chiesto al gigante dell’energia Shell di non utilizzare più la loro terra ancestrale per produrre etanolo. “La Shell deve lasciare la nostra terra” ha detto all’organizzazione Survival International Ambrosio Vilhalva, un Guarani di una delle comunità interessate. “La compagnia deve smettere di utilizzare la terra indigena. Vogliamo giustizia, e chiediamo che la nostra terra sia demarcata e protetta”.

La Shell e il colosso brasiliano dei biocarburanti Cosan operano insieme con il marchio “Raizen”. Parte dell’etanolo commercializzato, venduto come biocarburante, è ricavato dalla canna da zucchero cresciuta sulla terra ancestrale dei Guarani.
“Da quando l’industria ha cominciato a operare” si legge in una lettera degli Indiani indirizzata alle due compagnie, “la nostra salute è venuta meno: stanno peggio i nostri figli, gli adulti e anche gli animali”.

Si pensa che a provocare diarrea acuta tra i bambini guarani e a uccidere pesci e piante siano i prodotti chimici utilizzati nelle piantagioni di canna da zucchero.

Il fallimento del governo brasiliano nel far rispettare le proprie leggi e demarcare e proteggere la terra dei Guarani destinandola al loro uso esclusivo – commenta Survival – ha lasciato la tribù vulnerabile allo sfruttamento delle piantagioni di canna da zucchero.

“È tragicamente ironico che i consumatori acquistino l’etanolo dalla Shell come un’alternativa ‘etica’ ai combustibili fossili” ha commentato Stephen Corry, Direttore Generale di Survival International. “Non c’è sicuramente nulla di etico nel modo disumano con cui sono trattati i Guarani. Il governo brasiliano deve far rispettare le sue leggi e fermare la totale distruzione della loro terra.”

vgp

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