VARESE (f. man.) Stop all’anarchia stradale. Dopo automobilisti e motociclisti, il mirino dei controlli si sposta su ciclisti e pedoni. Lo ha preannunciato il comandante della polstrada, Alfredo Magliozzi, che predisporrà dei servizi sulle provinciali mentre ha già chiesto al Comune di fare interventi specifici nell’area urbana, dove abitualmente opera la polizia locale.
Le multe a tali categorie in effetti sono pari a zero anche quest’anno. Sono considerate di fatto delle “specie protette”, da tutelare. Dall’altra parte la definizione di “utenza debole” non significa che chi passeggia o va in bicicletta non crei problemi alla circolazione e, soprattutto, che non diventi un pericolo per sé e per gli altri.
«Il codice della strada vale per tutti quelli che la usano», taglia corto Magliozzi, «e anche loro sono tenuti a rispettare le regole come gli altri». Ora, che questo non avvenga sempre e ovunque è un dato di fatto. «I pedoni sono una categoria più debole, è vero, ma è vero anche
che non c’è verso di fargli usare le strisce pedonali anche quando le hanno a dieci metri. Basta mettersi davanti alle Corti per farsi venire la pelle d’oca: è matematico che chi esce dal parcheggio attraversi dritto le tre corsie per andare in via Avegno pur avendo un semaforo a due passi».
Il peggio del peggio però sono i ciclisti in assetto sportivo. «Se ne fregano e basta», commenta il comandante. «Sono il pericolo numero uno per se stessi quando viaggiano in gruppo occupando mezza carreggiata e non rispettano regole basilari del codice della strada, come le strisce, gli stop, le precedenze alle rotonde, addirittura i semafori e qualche volta i sensi unici. E’ ovvio che poi ogni tanto gli incidenti capitano, e quasi sempre diventa un concorso di colpa con l’automobilista». Multarli tra l’altro è davvero un’impresa. Mentre automobilisti e motociclisti quasi sempre hanno un documento, la patente di guida o quanto meno i documenti del veicolo, i ciclisti “sportivi” non di rado non hanno con sé nemmeno i documenti personali.
«Non mi pare un buon segnale per la viabilità cittadina e provinciale», replica Giuseppe Ferrari di Ciclocittà, che ammette la frequente trasgressione delle regole ma non prende granché bene la decisione di multare chi non le rispetta. «Che ci siano ciclisti indisciplinati e anche un po’ incoscienti è fuori di dubbio, e la polizia farebbe anche bene a far rispettare le norme di sicurezza. Multare però mi sembra un po’ esagerato, soprattutto in città». Meglio sarebbe, per lui, che tutto il centro cittadino diventasse zona 30 e che fossero create corsie preferenziali per i ciclisti. «Finché le auto in sosta occupano le corsie ciclabili queste cose non sono credibili».
e.marletta
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